L'America al voto: referendum su Trump, davanti i democratici

L'America al voto: referendum su Trump, davanti i democratici

In gioco c'è il destino dell'agenda di Trump, tutta ispirata alla dottrina dell'America First, l'America prima di tutto, e in prospettiva anche le chance di rielezione alle presidenziali del 2020. Non era mai successo nella storia degli Stati Uniti che un presidente trasformasse le elezioni di metà mandato in un referendum su se stesso, né che un ex presidente scendesse così prepotentemente in campagna elettorale a breve distanza dall'ultimo mandato attaccando il suo successore, pur non nominandolo.

Ma Trump ha seguito i suoi comizi dall'Air Force One ("perché non avevo nient'altro da fare") e risponde subito dal West Virginia a Barack H. Obama, sottolineando provocatoriamente l'iniziale del suo secondo nome, Hussein. "Dove pensate sia iniziato tutto questo, chi pensate l'abbia fatto?", ha chiesto, incassando gli applausi. "Il cambiamento puo' ancora avvenire, la speranza non e' ancora morta", incoraggia l'ex presidente riprendendo due degli iconici slogan delle sue campagne presidenziali, 'Change' e 'Hope'.

Le posizioni di Donnelly sono state spesso dettate dal fatto che l'Indiana sia un red state, cioè uno stato a maggioranza repubblicana in cui Trump ha vinto facilmente. L'ex presidente ha ricordato che economia e occupazione hanno iniziato a crescere negli ultimi 21 mesi del suo mandato.

Intanto sono già 33 milioni gli elettori americani che hanno già esercitato il loro dirito di voto, un numero in questa fase superiore a quello registrato quattro anni fa. Infine, Trump ha sostenuto di "cercare, di volere sempre dire la verità: quando posso, dico la verità, qualcosa volta succede qualcosa di diverso, ma a me piace sempre essere sincero".

"È solo una bugia dopo bugia, una promessa mancata dopo l'altra". "L'ho sentito parlare oggi della libertà di stampa ma nessuno e' stato peggio di Obama per la stampa".