La Spagna annuncia il no all'accordo sulla Brexit: "Gibilterra non è britannica"

Il raggiungimento di un accordo tra Spagna e Regno Unito per Gibilterra è stato da subito uno dei punti più complicati delle trattative su Brexit, e i due paesi lo hanno gestito con negoziati bilaterali separati. "La questione di Gibilterra è fondamentale per la Spagna". Una schermaglia che ha un forte valore politico oltre che economico: Sanchez guida un fragile governo di minoranza e il partito popolare ha bocciato il testo dell'accordo a causa della nebulosa situazione del confine di Gibilterra, situazione che rischia di far diventare la zona una sorta di porto franco.

Per garantire la libera circolazione delle merci nella relazione futura con l'Unione Europea, "il Regno Unito considerera' di allinearsi alle regole dell'Ue nei settori rilevanti".

In realtà lo status di Gibilterra era già stato fissato ad ottobre per ammissione dello stesso premier spagnolo Pedro Sanchez, anche perchè l'intera Unione Europea aveva già chiarito che ogni decisione sul promontorio avrebbe dovuto essere presa dopo colloqui bilaterali tra Madrid e Londra.

Lo riferisce il quotidiano "El Pais", precisando però che, nonostante il patto raggiunto con il primo ministro britannico Theresa May, la Spagna non arretrerà di un millimetro rispetto alla minaccia di veto all'accordo generale sulla Brexit. Il testo della dichiarazione politica congiunta sulle relazioni future è ora al vaglio degli ambasciatori dei 27, che si sono riuniti stamani alle 11, in una seduta straordinaria. In parte, si tratterà di convincere la Spagna ad ammorbidire le sue posizioni per evitare che l'approvazione dell'accordo slitti a dicembre, con problemi a cascata per tutte le altre questioni legate a Brexit. Il governo spagnolo, infatti, ha un ulteriore interesse a mostrarsi intransigente su Gibilterra: le elezioni locali del 2 dicembre in Andalusia, la regione spagnola che confina con Gibilterra e dove l'argomento è maggiormente sentito.