La manovra è da riscrivere, così non reggeremo a lungo (Savona)

La manovra è da riscrivere, così non reggeremo a lungo (Savona)

Il ministro degli Affari europei Paolo Savona appariva disilluso qualche giorno fa durante un convegno. Poche parole riportate dal Corriere.it, che si aggiungono a quelle del partito degli scettici, numerosissimo in Italia e compatto all'estero.

Lo riportando indiscrezioni del Corriere della Sera, secondo cui alla base del malcontento ci sarebbero i rapporti sempre più incrinati con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, l'uomo che lui stesso aveva indicato per via XX settembre. È quanto si legge sul sito della Reuters, che lo ha interpellato Savona sulle voci delle sue presunte dimissioni. Non lo dice a chiare lettere, ma ha spiegato quali sono le forze del mercato. E, per usare l'efficace sintesi che un ministro attribuisce a Conte in persona, "Tria s'è tramutato in Savona e Savona in Tria". "A questo punto non bisogna cambiare soltanto la manovra...", avrebbe detto Savona. E Salvini, suo primo sponsor, sarebbe stato già avvertito di questa intenzione.

Intanto in mattinata il dipartimento per le Politiche Europee informa in una nota che "i due profili Facebook 'Savona-Rola' e 'Indietro Savona', citati oggi dalla stampa, sono stati oscurati e non erano in nessun modo riconducibili al ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona". "I giornali degli altri Paesi europei, tipo Le Monde o El Pais, non sono diretti dalla borghesia 'vendedora' di questo Paese che tifa per la troika e per il default". Un esecutivo dove ormai i ministri sembrano posizionarsi in vista di nuovi equilibri.

Una visione argomentata e tranciante, che fa il paio con il giudizio espresso riservatamente sul governo a margine dell'ultimo Consiglio dei ministri: "Non si può più andare avanti così, non ha senso". "Così non reggeremo a lungo", avrebbe detto il ministro.