Elezioni midterm, per Trump "successo straordinario"

Elezioni midterm, per Trump

Elezioni che hanno più le sembianze di un 'referendum' sul presidente Donald Trump, in un Paese al momento profondamente spaccato dal punto di vista politico. Ma non sarà facile, nonostante il loro rapporto col presidente sia pessimo: Mattis e Kelly, due ex generali, rappresentano l'ultimo contatto necessario fra l'amministrazione Trump e la realtà quotidiana del sistema che deve continuare a funzionare indipendentemente dai comportamenti impulsivi di Trump. E' bastata la sua presenza per far vincere tutti i suoi candidati nei più importanti duelli mediatici.

Con tutta la sua imprevedibilità e la sua politica di continue impressioni e sensazioni, che sembrano spesso poco razionali, Trump ha di fatto imposto una leadership che prima si è posta come anti-sistema, poi ha affrontato questioni geopolitiche in modo totalmente nuovo nei confronti dell'Europa in particolare. "Sta succedendo qualcosa e mi ricorda l'atmosfera di due anni fa", ha aggiunto, indossando l'ormai celebre cravatta rossa.

Paulette Jordan non diventerà dunque la prima governatrice nativo americana degli Stati Uniti.

I cittadini americani sono stati chiamati alle urne per eleggere i 435 membri della Camera dei Rappresentanti e un terzo dei 100 membri del Senato ma le elezioni di metà legislatura riguardano anche i governatori di trentasei dei cinquanta Stati membri dell'Unione. In molti auspicano quella "blue wave" che permetterebbe loro di riprendersi la Camera del Congresso e, con un po' di fortuna, anche il Senato. L'incertezza, comunque, resta reale. E a fargli da traino potrebbe essere il più carismatico Andrew Gillum, se questi dovesse diventare il primo governatore afroamericano del Sunshine state ai danni del falco e 'Trump style' Ron DeSanctis.

E' un'America profondamente divisa quella che esce dalle elezioni di midterm.

Inoltre Trump non ha bisogno di fare molte leggi ma continuerà seguendo il suo istinto che gli sta facendo mantenere forti consensi nel Paese. Tuttavia, con il Senato controllato dai repubblicani chiamato a giudicare i presupposti di un'eventuale accusa, sarà difficile che la procedura abbia successo. Per ottenere il controllo della Camera, i democratici dovranno guadagnare 23 seggi.

I primi a chiudere saranno quelli in Indiana e nel Kentucky, alla mezzanotte italiana, gli ultimi quelli dell'Alaska, alle 6 del mattino: i primi exit poll "affidabili" sono previsti non prima dell'una in Italia, quando termineranno le operazioni di voto in alcuni degli Stati con le sfide più "aperte", come la Florida e la Georgia; intorno alle 2 sono attesi gli exit poll del Texas, dove per un posto in Senato va in scena la "supersfida" tra il senatore Ted Cruz e l'astro nascente dei democratici, Beto O'Rourke.

Nel congratularsi con Pelosi, Trump "ha apprezzato l'appello allo spirito bipartisan" fatto dalla leader democratica nel suo discorso della vittoria; ha scritto su twitter il vice capo dello staff di Pelosi.

Tra le novità che passano alla storia, sicuramente la vittoria di Alexandra Ocasio-Cortez, che diventa ufficialmente la donna più giovane mai eletta al Congresso: 29 anni, democratica, nelle primarie del Congresso che si erano svolte a New York lo scorso giugno, aveva provocato un vero e proprio terremoto nel partito dei democratici, vincendo contro Joe Crowley, che sedeva al Congresso da almeno 20 anni.

Donald Trump non si è certo lasciato andare allo sconforto, e ha anzi commentato i risultati delle elezioni come "un enorme successo". I democratici solo in otto stati.