Cosa succede tra Russia e Ucraina dopo la crisi nel Mar Nero

Cosa succede tra Russia e Ucraina dopo la crisi nel Mar Nero

Mosca nella notte ha chiuso per diverse ore lo Stretto di Kerch, che divide la penisola contesa dal territorio continentale della Federazione russa e rappresenta l'unico collegamento marittimo con il mare di Azov, dopo un'incursione della Marina ucraina definita "una provocazione": un rimorchiatore, che trainava due mezzi militari, diretti dal Mar Nero verso lo Stretto, ha attraversato senza autorizzazione acque russe. Secondo la Russia, le navi erano invece entrate "illegalmente in un'area temporaneamente chiusa delle acque territoriali russe", senza che venisse data comunicazione: "Le armi sono state usate con lo scopo di fermare con la forza le navi da guerra ucraine", ha detto l'FSB in una dichiarazione.

Secondo Sputnik, uno dei siti legati alla rete mediatica putiniana, dopo l'episodio di Kerch l'artiglieria ucraina ha cominciato a sparare contro "zone residenziali" del Donbass, l'enclave ucraina dominata dalle milizie russe che si è autoproclamata repubblica indipendente. E' da marzo, dopo il sequestro da parte delle autorità di Kiev di un peschereccio che proveniva dalla Crimea, che Mosca ha iniziato a rafforzare la presenza militare nel Mare di Azov.

Della crisi e dei rischi che ne derivano, ne discuterà a New York, quando in Europa saranno le 17, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, convocato in via d'urgenza. Mosca ha confermato il sequestro delle tre navi. La Marina di Mosca è intervenuta, sbarrando la strada agli ucraini: c'è stato lo speronamento del rimorchiatore, poi i russi avrebbero fatto fuoco causando almeno due feriti.

Durante la notte è scoppiata la protesta a Kiev e alcune auto sono state incendiate davanti all'ambasciata russa. Poroshenko ha infine chiesto al Parlamento di prendere in considerazione l'introduzione della legge marziale. Ieri sera Federica Mogherini, Alto rappresentante della politica estera Ue, ha chiesto alla Russia di allentare la tensione e di ripristinare la libertà di circolazione.

La leadership russa ha ripetutamente affermato che gli abitanti della Crimea in modo democratico, nel pieno rispetto del diritto internazionale, hanno votato per la riunificazione con la Russia. La direzione per la Crimea del servizio di intelligence russo ha anche parlato di altre due navi militari ucraine salpate da Berdyansk per raggiungere le tre imbarcazioni.