Cosa rimane del reddito di cittadinanza

Cosa rimane del reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza, per esempio, partirà nei primi mesi del 2019. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha poi confermato che Quota Cento e Reddito di Cittadinanza entreranno regolarmente in vigore senza slittamenti rispetto ai piani previsti al momento della stesura del contratto di governo. Tradotto, per ogni figlio si potrebbe incassare il 20% dell'assegno base di 780 euro, ossia 156 euro, mentre un coniuge a carico varrebbe il 40% ossia 312 euro. Tra le altre novità il Bonus ai tutor o ai "navigator" come li ha definiti Luigi Di Maio.

Bisogna quindi comunicare a quanto ammontano i risparmi personali e di tutti i soggetti che costituiscono il nucleo familiare, a prescindere da quale sia il prodotto finanziario in cui sono custoditi, dunque conti correnti, conti deposito, libretti postali, carte prepagate e altro ancora; nello specifico, gli appositi documenti devono specificare la giacenza media disponibile in saldo. Inoltre, si potrebbe seguire la strada indicata dalla Lega: dare parte dei soldi alle imprese che assumono coloro che sono nel programma di sussidio. In particolare, si studia la possibilità che in caso di assunzione le imprese possano vedersi riconosciute fino a tre mensilità di reddito, che salgono a sei mesi in caso di assunzioni rivolte al genere femminile. Dei 9 miliardi, 7,1 dovrebbero servire al vero e proprio "reddito di cittadinanza", 900 milioni alla "pensione di cittadinanza" e un miliardo ai centri per l'impiego.

Una volta ottenuto il reddito di cittadinanza, sarà necessario rispettare alcune regole per mantenere il diritto a percepirlo. A chi domanda se basterà ad evitare il 'cartellino rosso' dell'Europa, "questo lo dovete chiedere a Juncker, non a noi". Il deficit al 2,4%, che sembrava un limite invalicabile impossibile da negoziare, sta invece diventando perfettamente negoziabile se come appare ormai evidente la riduzione sarebbe cosa fatta.

Indiscrezioni giornalistiche comunque sembrano confermare che l'orientamento prevalente sarà quello di rinviare a giugno la partenza del reddito di cittadinanza e di restringere la platea di "quota 100" (il ricalcolo pensionistico sulla base dell'eta anagrafica e quella contributiva con l'obiettivo dei 63 anni), lasciando fuori dalla riforma molte persone che nelle intenzioni iniziali ne avrebbero dovuto beneficiare.