Cosa dicono le previsioni economiche Ue sull'Italia

Cosa dicono le previsioni economiche Ue sull'Italia

"No di Tria. Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". "Ci dispiace constatare - sottolinea - questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano". Cosi' in una nota il ministro dell'Economia Giovanni Tria commenta le previsione autunnali della Ue. Nel 2020 il deficit è previsto al 3,1% del Pil, sopra la soglia del 3%: la previsione "non considera l'aumento delle aliquote Iva già legislato come clausola di salvaguardia", dato che in passato non è stato mai attuato, poiché ha un impatto depressivo sull'economia.

"In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica" si legge nel documento, che tra gli altri rischi negativi per l'economia segnala la guerra commerciale Usa-Cina e la Brexit.

Le previsioni Ue tagliano il Pil italiano del 2018 da 1,3% a 1,1% e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2%. Nel 2018 la crescita attesa è invece dell'1,1%, mentre nel 2020 dovrebbe salire all'1,3%. Nel 2019, allo stesso livello di pil dell'1,2% dell'Italia ci sarà solo Londra ma ormai sarà già fuori dall'Ue. Inoltre "la prevista retromarcia sulle riforme strutturali fa presagire problemi di occupazione e crescita potenziale".

DEBITO PUBBLICO - Per quanto riguarda l'"elevato" debito pubblico dell'Italia, secondo le previsioni della Commissione Europea, è previsto stabile intorno al 131% del Pil nel triennio 2018-2020. Il motivo è "il deterioramento del bilancio" pubblico, unito ai "rischi al ribasso per la crescita nominale". I dati dicono che dopo aver toccato il +1,6% nel 2017, la crescita italiana è prevista all'1,1% nel 2018, all'1,2% nel 2019 e all'1,3% nel 2020. Ma il vero rischio è che il tetto sia sfondato nel 2020, anno in cui Bruxelles prevede addirittura un 3,1% nel rapporto deficit/Pil.

È sul deficit e sul debito che si concentrano però le principali preoccupazioni della Commissione Ue. Il tasso di disoccupazione è previsto in calo dall'11,2% del 2017 al 10,7% quest'anno, al 10,4% nel 2019 e al 10% nel 2020.

TITOLI DI STATO - Il costo del debito, cioè il rendimento dei titoli di Stato, è rimasto pressoché stabile nell'Eurozona, "ad eccezione del debito italiano", ha osservato Moscovici, dove i rendimenti e lo spread Btp-Bund sono "notevolmente aumentati da qualche mese" a questa parte.

La crescita ci sarà, ma non sarà robusta.

CRESCITA - Secondo la Commissione europea le prospettive di crescita dell'Italia "sono soggette ad un'elevata incertezza, con rischi al ribasso intensificati".

La Ue avverte anche sullo spread: "Un aumento prolungato dei tassi d'interesse peggiorerebbe le condizioni del credito delle banche e ridurrebbe ulteriormente la fornitura di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe ridurre gli investimenti privati".