Conte e Tria all’attacco: dall’Ue analisi parziale del bilancio italiano

Conte e Tria all’attacco: dall’Ue analisi parziale del bilancio italiano

Italia fanalino di coda in Europa per la crescita. Le previsioni economiche Ue d'autunno rivedono al ribasso le stime di crescita dell'eurozona per il 2019 a 1,9% dal 2% dell'estate e pronosticano 1,7% nel 2020, mentre confermano il 2,1% per il 2018 dopo il 2,4% del 2017. "Rimane il fatto - conclude Tria - che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare".

Dello stesso avviso il presidente del Consiglio Conte, che accusa Bruxelles di sottovalutare l'impatto della manovra sulla crescita, confermando le stime del governo. Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni.

Secondo il ministro dell'Economia Giovanni Tria "le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". In questo senso Tria ha spiegato che per reddito e pensioni potrebbero essere previsti dei decreti legge per partire "e questo è importante perché conoscere dettagli è importante per l'erogazione della spesa ma anche per determinare le aspettative dei mercati e anche la possibile crescita e chiarire le questioni di incertezza a base dello spread a quota 300". Nel 2018 la crescita attesa è invece dell'1,1%, mentre nel 2020 dovrebbe salire all'1,3%.

Di conseguenza il debito non si ridurrà e la deviazione in termini strutturali - quella che conta ai fini del rispetto delle regole Ue - è persino più ampia del previsto: il deficit strutturale peggiorerà di 1,2% tra il 2018 e il 2019, anziché migliorare di 0,6%. Per il 2019, Bruxelles prevede un deficit-Pil al 2,9%, per il 2020 al 3,1%. E' quanto emerge dalle previsioni d'autunno della Commissione Ue. Per la Commissione, "l'aumento del deficit, insieme ai tassi di interesse più elevati e a cospicui rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'elevato rapporto tra debito e Pil dell'Italia". Il tasso di disoccupazione è previsto in calo dall'11,2% del 2017 al 10,7% quest'anno, al 10,4% nel 2019 e al 10% nel 2020.

TITOLI DI STATO - Il costo del debito, cioè il rendimento dei titoli di Stato, è rimasto pressoché stabile nell'Eurozona, "ad eccezione del debito italiano", ha osservato Moscovici, dove i rendimenti e lo spread Btp-Bund sono "notevolmente aumentati da qualche mese" a questa parte. Tuttavia, si tratta di una crescita non enorme, se vista "in una prospettiva storica" e "non ci sono stati effetti di contagio verso altri Paesi" dell'area euro. Tria si dice "dispiaciuto" della "défaillance tecnica della Commissione".