Brexit, approvato l'accordo. Ora via libera alla separazione

Brexit, approvato l'accordo. Ora via libera alla separazione

Ora iniziano i veri problemi per il premier britannico Theresa May: l'Accordo di recesso contiene clausole particolarmente penalizzanti per Londra e rischia di non ottenere l'approvazione del Parlamento di Westminster, e la May potrebbe essere sfiduciata, con conseguenze oggi imprevedibili.

Con l'intesa raggiunta con l'Ue, "la Gran Bretagna riprenderà il controllo dei confini e delle proprie risorse che saranno spese in base alle proprie priorità": lo ha dichiarato la premier britannica Theresa May al termine del vertice del Consiglio europeo che ha dato il via libero all'intesa su Brexit. "Ma abbiamo trovato un accordo con la Gran Bretagna, che è il migliore possibile", commenta il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a margine del vertice straordinario europeo per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea. "È un giorno triste, non è un momento di gioia, ma una tragedia, perché un grande Paese lascia l'Unione europea". E ha aggiunto: "L'Unione è perfettibile e sempre migliorabile". Il primo ministro Theresa May ha scritto una "lettera alla nazione", insistendo sul fatto che l'accordo "onora il risultato" del referendum del 2016, quando il 52% dei votanti al referendum ha sostenuto il divorzio dall'Ue, e che è "un momento di rinnovamento e riconciliazione". Gli obiettivi erano: "Minimizzare l'incertezza e le perturbazioni causate dalla Brexit per i nostri cittadini, le imprese e gli Stati membri"; "stabilizzare lo status dei cittadini europei che vivono, lavorano e studiano nel Regno Unito, con garanzie reciproche", che si applicheranno simmetricamente anche i cittadini britannici residenti nell'Ue; "garantire che il Regno Unito onori tutte le sue responsabilità e gli impegni finanziari" assunti durante la sua permanenza nell'Ue, con pagamenti che ammontano secondo fonti britanniche a circa 39 miliardi di sterline; "evitare un frontiera 'dura' fra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda"; e infine "impedire un vuoto giuridico per le nostre imprese". Lo scrive il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter. "È chiaro che la Gran Bretagna continuerà ad avere un ruolo importante", ha detto Emmanuel Macron. Barnier ha quindi ringraziato i team di negoziatori, i 27 e l'Europarlamento. Il testo concordato afferma che "Gibilterra non sarà inclusa nel quadro territoriale degli accordi che saranno conclusi tra Unione europea e Regno Unito".

"Voterò a favore di questo accordo - aveva annunciato -, perché è il migliore possibile per la Gran Bretagna". Lo ha detto Vladimir Chizhov, rappresentante permanente all'UE. Molti di essi sono rinviati al periodo di transizione che si concluderà nel luglio 2020. Ho anche informato il Consiglio che da gennaio siamo pronti a votare sulla Brexit, probabilmente a febbraio o a marzo 2019. Dall'articolo 50, ha spiegato Tajani, "si puo' tornare indietro con l'accordo di tutte le parti, ma non mi pare che il Regno Unito abbia manifestato questa intenzione fino ad ora".