Atlantia accantona 350 milioni di euro per il crollo del ponte Morandi

Atlantia accantona 350 milioni di euro per il crollo del ponte Morandi

Lo comunica il consiglio di amministrazione.

Per il futuro prossimo di Atlantia "si ritiene doveroso evidenziare potenziali rischi derivanti dalla contestazione di presunto grave inadempimento agli obblighi convenzionali pervenuta ad Autostrade per l'Italia dal ministero delle infrastrutture a seguito dell'evento del 14 agosto e dall'eventuale attivazione dei procedimenti di cui agli articoli 8, 9 e 9 bis della convenzione".

Il reddito operativo è pari a 1,65 miliardi di euro, con un decremento di 251 milioni di euro (il 13%) rispetto agli 1,91 miliardi dei primi nove mesi del 2017. Il gruppo ha chiuso infatti i primi 9 mesi dell'anno con un utile di 733 milioni di euro, in riduzione del 15% per l'effetto - si legge nella nota diffusa al termine del cda - dell'appostamento di circa 350 milioni di euro quale stima preliminare degli oneri direttamente collegati al crollo di una sezione del Viadotto Polcevera a Genova.

In particolare, i ricavi netti da pedaggio ammontano a 2.800 milioni di euro, in aumento di 63 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi 2017. La stima di 350 milioni circa non tiene conto "per motivi prudenziali dei rimborsi assicurativi", precisa Atlantia, spiegando che queste stime "sono state riflesse nella situazione contabile consolidata al 30 settembre mediante accantonamenti a fondi del passivo patrimoniale per circa 345 milioni, a cui si aggiungono circa 5 milioni di euro di oneri già sostenuti e contabilizzati tra i costi operativi". Per puntellare i conti, Atlantia ha deciso che non distribuirà ai soci il tradizionale acconto sul dividendo, ma che verserà tutta la cedola a maggio 2019.

Per quanto riguarda l'outlook, il gruppo prevede "una crescita del margine operativo lordo che beneficerà anche del consolidamento integrale del gruppo Abertis negli ultimi 2 mesi dell'esercizio". Il traffico sulla rete autostradale italiana del Gruppo ha segnato un +0,3% mentre quello sulla rete estera registra un +2,3%.