Aquarius nel mirino, la nave è stata sequestrata: "Traffico di rifiuti pericolosi"

Aquarius nel mirino, la nave è stata sequestrata:

L'accusa nei confronti di MSF è di aver scaricato nei porti dell'Italia rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, in maniera indifferenziata facendoli passare per rifiuti urbani. Con questa accusa il procuratore Carmelo Zuccaro ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius di Medici senza frontiere e Sos Méditerranée, che da settimane era ferma nel porto di Marsiglia dopo il ritiro della bandiera da parte delle autorità panamensi. "La procura fa legittimamente le sue indagini - ha premesso - e nessuno di noi si sente al di sopra di ogni giudizio, vogliamo capire noi per primi se c'è stato qualcosa anche di minimamente irregolare ed accertare eventuali responsabilità ma è risibile l'accusa di aver perseguito un profitto illecito che rappresenterebbe l'uno virgola di quanto impegniamo solo per fare attività di ricerca e soccorso in mare". Il sequestro viene effettuato nei confronti sia degli agenti marittimi Gianino Francesco e Romeo Giovanni Ivan, sia delle ong 'Medici senza frontiere - Operational Centre Belgium - Missione Italia', 'Medici senza frontiere - Operational Centre Amsterdam', sia infine di appartenenti a vario titolo a tali enti.

Msf: attacco inquietante e strumenrale L'Ong ha subito condannato "con forza" il sequestro preventibo della nave deciso dai magistrati italiani, misura che Msf, in una nota, definisce "sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare". "Da un punto di vista sanitario quello che si sta dicendo è inaccettabile, non possiamo essere accusati di qualcosa in cui siamo leader, come lo smaltimento dei rifiuti".

Per questo nel registro degli indagati - con l'accusa di 'attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti - sono finiti, oltre ad alcuni membri dell'organizzazione, anche il Centro operativo di Amsterdam che gestiva l'Aquarius e il Centro operativo di Bruxelles, che invece ha gestito e finanziato le missioni di soccorso della Vos Prudence.

Dalle indagini emergeva che in occasione di tutti gli sbarchi lo smaltimento dei rifiuti era realizzato per il tramite della M.S.A. di G. che nei porti diversi da Augusta si avvaleva di propri sub-agenti, senza mai dichiarare la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo derivanti dagli scarti degli alimenti e dagli indumenti indossati dai migranti, seppur in presenza di numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani. In una conversazione telefonica tra un funzionario della Vos Prudence e il titolare della Msa di Augusta, intercettata dagli inquirenti, il primo chiede come deve considerare i vestiti dei migranti: "Infettivi, speciali o domestici?".

Agli atti ci sono controlli eseguiti dalla guardia di finanza. A Trapani, il 15 e il 30 aprile 2017, la Procura contesta "dichiarazioni mendaci di Medici senza frontiere Olanda attestanti la non presenza tra i rifiuti scaricati di sostanze infettive o contagiose, nonostante i sette casi sospetti di tubercolosi, infezioni urinarie ed ematurie, varicella e scabbia, segnalati dall'ufficio di sanità marittima di Pozzallo (Ragusa)".

Secondo l'accusa, veniva messa in atto - attraverso "una artificiosa comunicazione documentale" - la "declassificazione dei rifiuti a rischio infettivo" da Vos Prudence e Aquarius.

Nuova offensiva contro le Ong che si adoperano per salvare i migranti. Al termine delle operazioni di sbarco erano poi conferiti alla società incaricata con la ditta portuale incaricata che, come emerge da foto segnalazioni fatte a Catania, "li compattava in maniera indiscriminata e li portava in discarica per lo smaltimento finale".