Alex avrà il midollo da uno dei genitori

Alex avrà il midollo da uno dei genitori

Per questa ragione i genitori e l'ospedale londinese hanno chiesto la disponibilità a trasferire Alex in Italia per effettuare il trapianto da genitore.

Tramite il registro internazionale risulta esserci un donatore di midollo per il piccolo Alessandro Maria.

Su Facebook la mamma del piccolo, di origine napoletana, e il padre veronese hanno condiviso un post con la scritta "continuiamo a sperare". Nell'ospedale della Santa Sede, Alex verrebbe sottoposto a una tecnica di trapianto innovativa, per la quale l'istituto è tra i primi al mondo: in casi come questi, come per le leucemie, il trapianto da staminali prevede come prima scelta quella di un fratello o una sorella compatibili come donatori. Il bimbo italiano - affetto dalla linfoisticistosi emafagocitica - è ancora a Londra ma a breve potrebbe essere trasferito al Bambino Gesù di Roma: "L'ospedale inglese - scrivono i genitori su Facebook - ci ha proposto lo spostamento nella Capitale per sottoporlo alle cure di un'equipe italiana. Ci teniamo a ringraziare il Chelsea and Westminster Hospital, il Saint Mary's Hospital ed il Great Ormond Street Hospital e con loro tutti i medici e gli infermieri che abbiamo incontrato nel nostro percorso e che sono stati impeccabili nel riuscire a identificare in tempi record la malattia, oltre che a salvare Alessandro Maria durante la fase acuta della stessa". "Per questo motivo - spiega una scheda descrittiva del Bambino Gesù - fino a pochi anni fa, si utilizzava un metodo di purificazione di queste cellule che garantiva una buona percentuale di successo del trapianto in termini di attecchimento, ma che sfortunatamente si associava ad un elevato rischio di infezioni anche mortali nei primi mesi dopo l'intervento". In mancanza si ricorre a un donatore con una compatibilità totale o massima. Nelle ultime settimane si era parlato di un donatore italiano pronto al trapianto che però non è stato considerato sufficientemente compatibile e quindi respinto dall'ospedale britannico. L'innovazione tecnica sperimentale del Bambino Gesù permette invece di manipolare le cellule staminali prelevate dal genitore e da trapiantare in modo tale da eliminare gli elementi incompatibili e che potrebbero determinare un rigetto da parte dell'organismo del piccolo Alex.

La speranza si è riaccesa all'improvviso, anche a Lecco, dove in tanti avevano scelto, lo scorso ottobre, di sottoporsi al test per verificare l'eventuale compatibilità. Ad oggi 50 bambini sono stati trapiantati al Bambino Gesù con questa tecnica, con una guarigione nell'85% dei casi.