Ufficiale: deficit scenderà all'1,8% nel 2021

Ufficiale: deficit scenderà all'1,8% nel 2021

Dietro le mosse del governo "euroscettico e xenofobo" si intravede, denuncia Moscovici, un tentativo di "sbarazzarsi degli obblighi Ue". E' quanto annunciato dal premier Conte al termine del vertice tenutosi ieri a palazzo Chigi al quale hanno preso parte anche i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell'Economia Giovanni Tria. La modifica più evidente è il deficit che non resta fermo per tre anni al 2,4% ma scende gradualmente fino all'1,8%. Quest'anno è stimato al 130,9, nel 2019 al 130,0 e nel 2020 al 128,1%.

Il 2,4% fissato dall'Italia per l'anno prossimo potrebbe comportare il rischio possibile che "il deficit strutturale non sia nella traiettoria fissata dal patto di stabilità e crescita".

Oggi, giovedì 4 ottobre 2018, il Def è stato presentato in Parlamento. E' quanto riporta Il Sole 24 Ore, sulla base di quanto emerso dal vertice di. I cittadini devono sapere che nel 2019, nel 2020 e nel 2021 ci sarà il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, il superamento della Fornero, il rimborso dei truffati delle banche, l'abbassamento delle tasse per imprese e partite Iva. Guerra di cifre Lega-M5s.

"È un numero che ha dentro ancora troppo precariato e sfruttamento, va bene questo numero ma c'è ancora tanto da fare per creare lavoro stabile e infatti in legge di bilancio ci saranno incentivi per assunzioni a tempo indeterminato".

Ma che significa? Che il reddito di cittadinanza non è una priorità della Lega? Abbiamo scelto di non fare penalizzazioni e di non mettere paletti, come limiti di reddito. Anche il ministro Paolo Savona da Strasburgo prova a rassicurare gli investitori, escludendo "ogni azione contro l'Euro".

E in merito al braccio di ferro ingaggiato con Bruxelles, Salvini ha invitato gli avversari della maggioranza ad andare a chiederne ragione "a chi sta a Bruxelles e passa le giornate a insultare il governo". "Ripagheremo anni di ruberie", afferma Di Maio: "Investiremo sul sorriso degli italiani", aveva detto in mattinata mentre il differenziale schizzava oltre quota 300. Ma il "governo del cambiamento" non sarebbe tale se non potesse varare il promesso programma del valore di almeno 24,5 miliardi. "E' una manovra dannosa per il Paese", dichiara da Fi Maria Stella Gelmini.