Spread in rialzo oltre quota 300, Borsa giù

Spread in rialzo oltre quota 300, Borsa giù

Spread di nuovo in rialzo mentre le Borse scivolano in tutto il mondo.

Piazza Affari è in linea e termina gli scambi in calo dell'1,71% su entrambi gli indici. Stesso discorso per Parigi (-1,83%), Francoforte (-1,48%), Madrid (-1,6%) e Londra (-1,9% circa).

Il 30 dicembre, dopo un'estate burrascosa e l'avvicendamento a Palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi e Mario Monti a novembre, lo spread arrivò a quota 528, con un incremento di addirittura 355 punti.

Hanno pesato il forte ribasso delle Borse asiatiche e i timori legati allo scontro commerciale Usa-Cina, ma soprattutto gli attacchi del presidente americano Donald Trump alla Fed (ieri ha detto che "e' impazzita", oggi che commette un grande errore inasprendo la politica monetaria).

A Piazza Affari le banche hanno cercato di limitare i danni, riuscendoci solo in parte, dopo essere state protagoniste di ribassi molto marcati nelle precedenti sedute. L'avanzata dello spread affossa ancora una volta le banche, tra i titoli peggiori del listino: Banco Bpm cede il 3,2%, Unicredit il 3%, Intesa il 2,8%, Ubi Banca il 2,5%.

Il ministero dell'Economia ha collocato Btp per 6,5 miliardi di euro a tassi in forte rialzo.

Fuori dal Ftse Mib male anche Brunello Cucinelli (-1,16%) e Aeffe (-1,16%).

Male anche il comparto del risparmio gestito, che soffre dopo i dati sulla raccolta e in un mercato che da' poche soddisfazioni. Sotto pressione quindi Mediolanum (-2,88%) e Azimut (-3,69%), che pure ha messo a segno in settembre una raccolta superiore alle previsioni, ma, secondo gli analisti di Equita, più legata al contributo delle attività estere, che hanno compensato un mercato domestico debole. A soffrire maggiormente i titoli del lusso, che risentono della pubblicazione di un report negativo sul settore.

(Teleborsa) - Torna ad allargarsi il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi. L'ondata di vendite partita alla vigilia da Wall Street ha travolto in mercati asiatici. Il risultato è il calo del 3,89% di Tokyo, il tonfo più pesante da fine marzo.