S&P conferma rating dell'Italia BBB

S&P conferma rating dell'Italia BBB

L'agenzia ha confermato a BBB il rating del nostro Paese ma ha tagliato l'outlook da stabile a negativo. "A nostro avviso, il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell'Italia", sostiene l'agenzia nel suo report, nel quale bolla la manovra come "un'inversione rispetto al precedente consolidamento di bilancio e in parte torna indietro sulla precedente riforma delle pensioni". (COSA SONO LE AGENZIE DI RATING) "È un film già visto. In Italia non saltano né banche né imprese" ha commentato Matteo Salvini. Per contro S&P prevede che il deficit italiano si attesterà nel 2019 a circa il 2,7 per cento del Pil contro il 2,4 del governo. A cambiare è solamente l'outlook, ovvero le previsioni a medio e lungo termine, che da "stabili" passano a "negative".

Precedentemente, Fitch aveva già rivisto in peggio l'outlook sull'Italia, poi nelle scorse settimane ha deciso di rinviare l'aggiornamento delle sue valutazioni al primo trimestre 2019: in pratica vuole vedere come uscirà la manovra dal passaggio parlamentare. "Il cambiamento sta arrivando". Per le regole della Bce, sia ai fini del QE che ai fini delle operazioni di rifinanziamento con Titoli di Stato come garanzie collaterali (beni offerti in garanzia di un prestito, ndr), basta che almeno una delle quattro agenzie mantenga il Paese in area investment grade per continuare le operazioni. "Ciò a sua volta sta influenzando negativamente l'accesso delle banche al finanziamento del mercato dei capitali e, in misura minore, il loro coefficiente patrimoniale regolamentare".

Non solo. S&P avverte che l'intervento sulla riforma Fornero e l'introduzione del reddito di cittadinanza possono mettere a rischio la stabilità dei conti.

Se non altro il declassamento almeno è stato evitato anche se adesso resta da capire la reazione dei mercati, lunedì.

A proposito di spread, oltre al solito differenziale di rendimento fra i buoni del tesoro italiani e i corrispondenti titoli tedeschi, gli analisti cominciano a tenere d'occhio il differenziale di rendimento fra la Grecia e l'Italia, indice che si è assottigliato fino a 63 punti base ieri, il livello più basso dall'ottobre 2009.