Riforma pensioni: Boeri preoccupato per l’aumento del debito con Quota 100

Riforma pensioni: Boeri preoccupato per l’aumento del debito con Quota 100

Così il presidente dell'Inps, Tito Boeri in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera. Mentre a suo parere il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sulle pensioni d'oro sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30mila persone. Le misure sulla quota 100 e sul blocco dell'indicizzazione alla speranza di vita per le pensioni anticipate (i contributi resteranno a 42 anni e 10 mesi anche nel 2019) avvantaggeranno secondo Boeri "soprattutto gli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico" mentre saranno "penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione". Risparmi che non basterebbero a coprire le spese per la quota 100: "L'introduzione di quota 100 per l'accesso alla pensione comporta costi superiori di 60-70 volte rispetto all'importo dei risparmi con i tagli alle pensioni d'oro". Su di loro "pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico".

La platea per quota 100 riguarda per il 90% uomini che potrebbero accedere senza alcuna decurtazione.

La Fornero "è un furto per i 60enni e per le generazioni future, perché blocca e ingessa il mondo del lavoro", ha poi aggiunto il vicepremier durante una diretta Facebook, a ribadire che sulla modifica della legge non farà passi indietro definendo le modifiche un "atto di giustizia".

Introdurre la quota 100 farà crescere il debito pensionistico "nell'ordine di 100 miliardi". "Si aumenta la spesa e si riducono i contributi - ha spiegato il presidente dell'Inps - Non bastano due giovani neo assunti per pagare la pensione di uno che esce". Così il presidente dell'Inps analizza la scelta del governo di superare la legge Fornero e consentire l'uscita dal lavoro con "quota 100" come somma di età e anni di contribuzione.

Ecco perché, quanto mai in questo momento in cui ci avviamo al pensionamento delle generazioni dei baby boomer e che il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi, il presidente dell'Inps è potuto restare in silenzio di fronte alla possibilità di incoraggiare più di 400.000 pensionamenti aggiuntivi.

Secondo Boeri, il ripristino di quota 100 avvantaggia gli uomini e i dipendenti pubblici ma penalizza le donne e i giovani. "Tra l'altro, su questo, avrà una funzione positiva anche il dl dignità, che ha previsto sgravi contributivi a favore delle imprese che assumono stabilmente under 35".

Il numero uno dell'istituto di previdenza nazionale ha anche segnalato che "l'introduzione delle nuove norme porterà già nel 2021 a un incremento di 1 punto di Pil della spesa pensionistica". "Quota 100 la ritengo una buona base di confronto". Oggi si è parlato di privilegi. Dopo le critiche di Ue e Fmi sul superamento della legge Fornero con la cosiddetta quota 100, Boeri lancia nuove accuse, stavolta di discriminazione verso donne e giovani: "L'introduzione di quota 100 premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito)".

"Ci sono diversi punti di vista - ha aggiunto - ma, visto l'aumento dello spread, credo che sia giusto preoccuparsi di ciò che può succedere ai conti pubblici".