RICCIONE: Applausi a presentazione del film 'Sulla mia pelle' su Stefano Cucchi

RICCIONE: Applausi a presentazione del film 'Sulla mia pelle' su Stefano Cucchi

Un lavoro duro mirato a far comprendere al pubblico quello che accadde in quei giorni. Accettammo dunque l'idea di far uscire un film sugli ultimi giorni di vita di Stefano. Stefano era un geometra romano, tossicodipendente, di poco più di vent'anni e morto in circostanze sospette mentre era recluso nel carcere di Regina Coeli.

Come avete affrontato questa decisione?

"Questo film ha un'importanza superiore al suo valore economico e di mercato. Una sceneggiatura basata esclusivamente sugli atti processuali". Dopo la presentazione durante la 75 esima edizione del Festival del Cinema di Venezia, la pellicola diretta da Alessio Cremonini e con protagonista Alessandro Borghi sta subendo le ripercussioni di Facebook. "Sulla mia pelle" arriverà, infatti, in contemporanea su Netflix. Con i suoi genitori a pochi metri di distanza e neanche uno straccio di essere umano che gli dicesse: "Ti vogliono bene, sognano soltanto di riabbracciarti e vederti al più presto". Lo abbiamo sempre fatto raccontando quando è stato necessario anche le nostre difficoltà del vivere con Stefano.

Ilaria Cucchi, nel post, si riferisce anche all'evento organizzato dall'Università La Sapienza di Roma per il 14 settembre.

"Questo film - precisa l'attore - non santifica nessuno". Mi ha detto: "Hai gli occhi proprio come mio fratello".

Ma quando la smetterete de raccontà 'sta fregnaccia delle scale? "Nell'interpretazione di Borghi rivedo davvero Stefano".

Presente anche la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi.

Una "fiction", però fatta anche con il cuore?

"Per questo ho dovuto rimuovere tutto quello che sapevo su Stefano" continua l'attore, "e sono partito dal suono della sua voce registrata, da un libro e da un documentario". A chi, invece, fomenta odio e provoca semplicemente non rispondo. Divise tra questa e quell'altra fazione, tra chi sente il dovere di difendere un'istituzione chi di attaccarla ad ogni costo, sono immagini della violenza su chi non ha avuto gli strumenti per difendersi e dell'abuso dei concetti di ordine e decoro.

"La coscienza non dimentica" canta Fabrizio Moro in "Fermi con le mani" dedicata a Stefano Cucchi, ma cosa secondo lei non si dovrebbe mai dimenticare di Stefano? Dunque è necessario, ancora, tramite Stefano, raccontare gli altri Stefano; ossia coloro che nel silenzio e nel disinteresse generale sono costretti in vari ambiti a subire soprusi in nome di presunti interessi superiori e rispetto ai quali sono estranei e disarmati. I diritti fondamentali dell'essere umano, la dignità delle persone non è mai, per nessun motivo, sacrificabile. La macchina si avvicina con discrezione e vergogna alla sua fine, lo strazio è tutto psicologico, la commozione nei pianti della famiglia (encomiabili gli interpreti), l'indignazione e la rabbia è data finanche dagli ostacoli burocratici in vita e in morte.