Prevenire l'obesità, appuntamento al San Giuseppe

Prevenire l'obesità, appuntamento al San Giuseppe

I soggetti obesi sono a maggior rischio per lo sviluppo di svariati disturbi che comprendono malattie metaboliche come il diabete e la dislipidemia (alti livelli di colesterolo e trigliceridi), malattie cardiovascolari come l'ictus e l'infarto, malattie respiratorie (quali le apnee notturne), problemi a carico delle articolazioni (dolori causati da artrosi alle ginocchia, alle anche e alla schiena), disturbi ginecologici (irregolarità mestruali, sindrome dell'ovaio policistico, complicanze in gravidanza), infertilità, disturbi della sfera sessuale (impotenza), predisposizione allo sviluppo di malattie dell'apparato digerente (ad esempio reflusso gastroesofageo, calcoli della colecisti), disturbi dell'umore (per esempio depressione).L'obesità infine aumenta il rischio di sviluppo di alcuni tumori quali ad esempio il tumore endometriale (un tipo di tumore dell'utero), il tumore colorettale, della colecisti e della mammella. In Campania, in modo particolare, il tasso di sovrappeso e obesità, soprattutto quella infantile, risultano tra i più elevati in Italia. La campagna Obesity Day punta annualmente a far conoscere la prevalenza, la gravità e lo stigma correlato all'obesità. In Italia, sottolinea l'Adi, è in sovrappeso oltre una persona su tre: il 36% della popolazione, con preponderanza maschile. In questa ottica il soggetto ingrassa perché non rispetta le regole.

Il presidente della Fondazione, Adi Giuseppe Fatati, ha dichiarato che "l'obesità è una condizione complessa che deriva dall'interazione di fattori genetici, psicologici e ambientali".

Combattere le discriminazioni sia nelle scuole sia nei posti di lavoro, incrementando campagne di informazione che possano proteggere studenti e dipendenti, con rispetto per la persona indipendentemente dal peso. "È fondamentale che i media, le istituzioni, l'opinione pubblica adeguino il linguaggio e le immagini utilizzati sull'obesità e che ritraggano essa in modo corretto, trattandola per quello che è, cioè una malattia e non un problema estetico".

Attuare politiche governative a favore di una migliore disponibilità e accesso a cibo nutriente riducendo la commercializzazione di opzioni meno sane, introducendo protocolli di pianificazione che migliorino gli ambienti urbani, assicurino la pedonabilità e l'uso di spazi verdi e favoriscano più attività motoria. Anteporre la malattia al paziente, usando espressioni come "hai l'obesità" al posto di "sei obeso". E instaurare - se necessaria - una relazione "realistica" e "solidale" con i pazienti. L'obesità punisce più le donne che l'uomo. "Entrano in gioco tanti fattori, che sono però difficili da spiegare e da comprendere, per cui è più semplice dire che qualcuno è obeso perché 'mangia troppo'".

Nel mondo, 150,8 milioni di bambini sotto i 5 anni di età (22,2%) hanno subito un arresto della crescita per denutrizione, 50,5 milioni (7,5%) sono sottopeso. Pertanto, l'attività fisica ha un significativo ruolo, in molti casi comparabile o superiore alla terapia farmacologica, nella prevenzione e gestione di oltre 40 malattie come l'obesità, il diabete mellito, il cancro, la depressione, l'Alzheimer, l'artrite e l'osteoporosi.

Verdura a volontà ma attenzione alla frutta: si dovrebbero assumere non più di 3-4 frutti al giorno.