Pensioni, Salvini assicura: ‘Stop legge Fornero senza penalizzazioni e paletti’

Pensioni, Salvini assicura: ‘Stop legge Fornero senza penalizzazioni e paletti’

La Quota 100 andrà a sostituire la Legge Fornero, questo è quello che il Governo dichiara da giorni ormai.

La nota di aggiornamento al Def (documento di economia e finanza) vede finalmente la luce. "Punto cruciale la revisione della legge Fornero, che, da inizio 2019, con quota 100 consentirà di andare in pensione a 62 anni e 38 anni di contributi, per cui sono stati stanziati altri 7 miliardi di euro". Oppure, può tornare al patronato a cui si è rivolta facendo presente che il decreto attuativo esiste, chiedendo loro se hanno notizia del modelli INPS.

"Anche a Bruxelles va ricordato che la pensione non è un regalo ma un diritto - conclude - e lo stesso va fatto con i francesi e soprattutto i tedeschi che ci danno lezioni sui conti pubblici".

Ritornando alle pensioni di cittadinanza, si legge, "una parte delle risorse destinate alla realizzazione delle misure verrà dal sistema previdenziale secondo logiche e principi che tengano conto di condizioni di equità e solidarietà". "Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani; diritti alla pensione per almeno 400 mila persone; e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la Legge Fornero; chiusura delle cartelle di Equitalia; investimenti per scuole, famiglie, strade e Comuni; più soldi per i disabili, migliaia di assunzioni per le Forze dell'Ordine". Dunque, sarà rinviata al 2020 la discussione sulla quota 41.

Lo ha detto il vice premier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, su Radio 1.

"Occhio, poi, alla propaganda sulle pensioni d'oro, perché tagliandole si possono imporre dei sacrifici anche a chi prende meno di 4.500 euro, arrivando cioè a toccare anche chi prende pensioni molto più basse", fa notare infine.

Ai vincoli dei 62 anni e dei 38 anni di contributi, si aggiunge il paletto dei contributi figurativi, con un massimo ammesso di 2/3 anni di contribuzione. Ma questi dettagli verranno perfezionati e ufficializzati più avanti. "E ancora oggi non sappiamo quanti siano realmente gli esodati colpiti dalla riforma, coloro rimasti senza stipendio, senza pensione e senza ammortizzatori per un lungo periodo a causa dell'innalzamento improvviso di almeno cinque anni dell'età pensionabile". Esistono comunque delle eccezioni, i lavoratori che hanno versato già 41,5 anni di contributi potranno andare in pensione anche se non hanno raggiunto i 62 anni (età minima sono i 59 anni); inoltre il lavoratore dovrà andare in pensione una volta raggiunti i 64 anni anche se non ha versato i 38 anni di contributi previsti. Il reddito di cittadinanza partirà da aprile del 2019. È questo, insieme al reddito di cittadinanza e alla flat tax, uno dei capisaldi del contratto di governo Lega-M5s.

Le norme attualmente in vigore fissano questa soglia a 43 anni e 3 mesi di contributi versati per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.