Pensioni, non passa quota 41: ecco chi ci rimetterà

Pensioni, non passa quota 41: ecco chi ci rimetterà

Nella giornata di oggi, sabato 29 settembre, i Gruppi Uniti si sono dati appuntamento a Piazza Montecitorio per chiedere al Governo di mantenere le promesse fatte nel contratto e in campagna elettorale in tema di riforma delle pensioni.

La versione che dovrebbe essere inserita nel disegno di legge di bilancio è quella che consente ai lavoratori di andarsene in pensione raggiunti almeno 62 anni di età e 38 di contributi.

Ricordiamo, infatti, che nonostante fu Maurizio Sacconi - con la Legge 174/2009 - a stabilire che ogni tre anni i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione sarebbero dovuti essere aggiornati secondo le speranze di vita rilevate dall'Istat, è stata la Fornero nel 2011 a decidere che questo aggiornamento sarebbe dovuto essere biennale. Si allontana, dunque, l'ipotesi di un taglio dell'1-1,5% di cui si era parlato in passato. E chi ha il 'lusso' di averne 62, ma ne ha 42 di versamenti, si chiede, visto che come ha rassicurato l'onorevole leghista Durigon, la quota 100 sarà priva di penalità [VIDEO], che senso aver lavorato 4 anni in più rispetto ai 38 richiesti, visto che i due lavoratori ipotetici A e B saranno trattati allo stesso modo.

Blocco dell'adeguamento con le aspettative di vita: è possibile? In gran parte, spiega chi è al lavoro sul dossier, si tratterà di sbloccare risorse già a bilancio per i progetti effettivamente cantierabili mentre i fondi effettivamente aggiuntivi, per il 2019, dovrebbero aggirarsi sui 3 miliardi (0,2% del Pil). È quanto sta studiando l'esecutivo- secondo quanto si apprende da fonti governative - insieme alla possibilità di bloccare l'aumento dell'aspettativa di vita di cinque mesi per le pensioni anticipate previsto per il 2019.

Di Maio ha poi ascoltato il parere di coloro che vorrebbero l' estensione di Quota 41 per tutti e l'introduzione di una Quota 100 senza paletti legati all'età anagrafica; bisognerebbe, infatti, guardare agli anni effettivamente lavorati così da riconoscere la possibilità di uscire anticipatamente a coloro che sono stati impiegati per più tempo. Chi, invece, ha 63 anni e 37 di contributi dovrà aspettare un altro anno prima di ritirarsi dal lavoro.

Nell'ultima ipotesi avanzata dal governo sulla quota 100 la penalizzazione potrebbe sparire per lasciare il posto ad un requisito contributivo fisso.