Pensioni e riforma Fornero. Allarme di Boeri. Debiti sulle future generazioni

Pensioni e riforma Fornero. Allarme di Boeri. Debiti sulle future generazioni

APE SOCIALE: la misura del precedente Governo per un reddito ponte per gli over 63 in condizione di bisogno (disoccupati con almeno 30 anni di contributi, lavoratori con lavori gravosi, tra i quali figurano anche le operatrici dei nidi e le maestre della scuola d'infanzia, però con almeno 36 anni di contributi) che sarebbe scaduta a fine anno sarà prorogata fino alla fine del 2021. Non possiamo, infatti, in questa sede esimerci dal lanciare un campanello d'allarme riguardo alla scelta di incoraggiare più di 400.000 pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi.

QUOTA 100 E QUOTA 41 Il nodo cruciale è la quota 100, ovvero la somma tra età anagrafica e anni di contributi versati: in pratica si dovrebbe poter andare in pensione a 62 anni, con 38 anni di contributi.

In occasione dell'audizione che si è tenuta alla Commissione Lavoro della Camera il Presidente dell'INPS, Tito Boeri, ha spiegato che l'introduzione della Quota 100 farebbe aumentare il debito di circa 100 miliardi di euro.

La riforma delle pensioni, qualora non ci dovesse essere la proroga dell'Opzione Donna, comporterebbe dei vantaggi esclusivamente per gli uomini visto che difficilmente le lavoratrici potranno accedere alla Quota 100. Ma nemmeno un tasso di sostituzione alla pari, uno contro uno, appare realistico ed in grado di chiudere questa falla che sfiora gli 8 miliardi, raddoppiando di fatto il costo di quota 100.

Cosa si propone di fare la famigerata quota 100, avanzata da Lega e Movimento Cinque Stelle, per tentare di superare questi problemi?

PENSIONE VECCHIAIA: si andrà a riposo con 67 anni di età e minimo 20 di contributi, così come previsto attualmente per il 2019, ma si studia il blocco dell'aspettativa di vita per gli anni successivi (invece di rivedere l'età ogni due anni collegandolo alla speranza di vita). Come vi raccontavamo ieri, il governo avrebbe raggiunto una mediazione per rendere meno oneroso l'allentamento della legge Fornero che riformò le pensioni nel 2011, con la possibile reintroduzione delle "finestre" per l'uscita dal lavoro anticipata con "quota 100" che partirebbe dunque dopo il primo trimestre del 2019, con le date di uscita fissate ad aprile, luglio, ottobre e gennaio 2020.

Ad oggi per Opzione Donna sono richiesti 35 anni di contributi, più un'età di 57 anni per le lavoratrici subordinate e di 58 anni per le autonome.

L'Inps esprime chiare preoccupazioni sull'introduzione di quota 100.