Medicina, il governo abolisce il numero chiuso per l'ingresso in facoltà

Medicina, il governo abolisce il numero chiuso per l'ingresso in facoltà

E, in una nota congiunta, Bussetti e la collega del ministero della Salute, Grillo, spiegano di aver chiesto, in sede di Consiglio dei ministri, di "aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina". È quanto si legge in una nota di palazzo Chigi diramata in mattinata, dopo che ieri sera lo stesso palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio dei mninistri, aveva annunciato l'abolizione del numero chiuso a Medicina. "L'abolizione del numero chiuso per l'accesso alle facoltà di Medicina, senza un congruo aumento delle borse di specializzazione, rischia di essere un boomerang", ha detto Pierluigi Marini, presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani: "In giovani laureati in medicina che non entreranno nelle scuole di specializzazione si troveranno in una sorta di imbuto: non potranno accedere ai concorsi pubblici e dovranno per forza di cose cercare lavoro all'estero. Non mi risulta", ha risposto a Venezia ai giornalisti che gli chiedevano dell'abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina.

"Ci sono due sistemi diversi: una selezione all'inizio, come si fa attualmente in Italia, o un sistema alla francese dove si iscrivono tutti al primo anno e poi la selezione si fa al secondo anno".

I dubbi sulla proceduraIl ministero dell'Istruzione non ha ancora bene in mente in che senso procedere, appare evidente che l'abolizione dei test sarà progressiva e contemplerà una revisione delle borse per le specializzazioni e una riorganizzazione, seppure parziale, dei posti e delle strutture universitarie. "Il governo continua a parlare per slogan vuoti e a fare campagna elettorale", ha dichiarato il coordinatore Udu Enrico Gulluni. "In tre righe hanno cancellato il numero chiuso in medicina - ha sottolineato Lenzi - ovviamente sbagliando anche il nome, visto che il numero sarebbe 'programmato' e non 'chiuso'". Ma non si dice in quale modo, non si fa un minimo accenno alla copertura economica e agli investimenti che si devono fare per attuare una simile manovra da subito. Così facendo si rischia solo di mandare in tilt le Università, che senza ulteriori finanziamenti non potrebbero sostenere da subito tutti gli studenti. Il test d'ingresso per le facoltà di Medicina e Chirurgia sarà abolito.

Nella manovra, come si legge nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri di ieri, sono previsti una serie di stanziamenti: 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni alle regioni per le spese farmaceutiche. Si reintroduce poi "l'incompatibilità tra la carica di commissario alla Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento". Ma è l'annuncio della fine del numero chiuso a medicina a suscitare le maggiori reazioni. Lo ha confermato anche la ministra della Salute Giulia Grillo.