Marquez batte Dovi: duello da infarto in Thailandia

Marquez batte Dovi: duello da infarto in Thailandia

Assistiamo ad un ottimo scatto iniziale di Marquez, seguito da Rossi, Dovizioso e Crutchlow, mentre dopo pochi giri finisce a terra il rookie Nakagami, scivolato alla curva 12.

"Non avevo molta fiducia all'ultimo giro, con le Ducati avevo sempre perso in queste situazioni". Un GP che è andato decisamente bene per Yamaha, che è tornata sul podio con Maverick Viñales - l'ultima volta era stato al Sachsenring -, e che ha conquistato un bel quarto posto con Valentino Rossi. Che sono tante, tantissime: forse anche lui ci deve credere un po' di più. "Con queste gomme, con la gomma dietro che soffre tanto, essere più grande o più alto è uno svantaggio", ha detto Rossi ai microfoni di Sky. Questa stagione sembra ormai essere nelle mani di Marc Marquez, che vorrà ribadire la propria superiorità anche in questa gara che introduce una nuova Nazione nel panorama del Motomondiale, per rendere praticamente definitivo un primato che comunque è già adesso praticamente impossibile da attaccare per gli inseguitori. Fa piacere ricevere i complimenti di Marquez e vederlo esultare così per una vittoria contro di me: vuol dire che stiamo mettendo in crisi un 6 volte iridato. Il tracciato è stato inaugurato nel 2014: nel complesso non lo si può definire come un circuito spettacolare, ma presenta alcune insidie e nel complesso è molto veloce. Lo spagnolo al contrario, come sempre, è venuto fuori alla distanza, anche se le possibilità di un risultato migliore erano riposte solo "in un errore di quei due davanti". Magari non riesce a imitare proprio tutto del rivale, perché poi le differenze ci sono. "Ma almeno è stata una gara decente...".

Lo so, è caduto vanificando una buonissima occasione per salire sul podio, vista la velocità che aveva, però per me conta di più averlo visto davanti a lottare. Io dovevo solo essere più competitivo e crederci fino alla fine. Se la Ducati e la Honda siano sullo stesso piano lo scopriremo nel 2019 quando Lorenzo cambierà moto e allora vedremo se la Honda conosca anche una maniera pulita di farsi guidare. Ma che bello ritrovare i piloti Yamaha là davanti.