Lodi, bimbi stranieri esclusi da mense. Bussetti: si cerchi soluzione

Lodi, bimbi stranieri esclusi da mense. Bussetti: si cerchi soluzione

Coordinamento Uguali Doveri, il comitato che ha organizzato la raccolta, ha sottolineato l'importanza di questo traguardo affermando che "a oggi, siamo sicuri di poter garantire l'accesso a tutti i bambini lodigiani esclusi dai servizi scolastici almeno fino a fine dicembre 2018, data in cui speriamo che il ricorso presentato al Tribunale di Milano contro il Comune di Lodi avrà annullato questa discriminazione". Chiedono l'intervento del Garante per l'Infanzia e del ministro dell'Istruzione Bussetti. Sulla base di queste domande possiamo stimare un fabbisogno teorico per sostenere l'accesso dei bambini ai servizi per l'intero anno scolastico - ossia fino a giugno 2019 - di circa 220.000 euro. "E vi assicuro che sarà cosi". "Annunciamo quindi la momentanea sospensione della raccolta fondi". Un gesto di generosità che ha superato ogni previsione e che ha costretto i promotori dell'iniziativa a sospendere la campagna.

Critiche all'amministrazione di Lodi sono arrivate infine anche da Forza Italia. Insomma Luigi Di Maio ci mette la faccia e assicura una soluzione positiva sul caso di Lodi: che ne penserà Matteo Salvini? Il quale replica: "Sono certo che si troveranno le giuste soluzioni che tengano insieme i diritti dei bambini e i doveri delle famiglie di rispettare le modalità di accesso ai servizi". Le documentazioni parziali devono essere integrate.

Critiche invece le opposizioni, a partire dal segretario del Partito democratico Maurizio Martina che su Facebook ha scritto: "Come fa ad addormentarsi sereno un sindaco che caccia bambini da una mensa scolastica?" Come ricostruito da Il Post, tutto ha avuto inizio nell'estate 2017, quando la sindaca del Carroccio ha modificato le norme che consentivano di avere accesso ad alcune agevolazioni sulle tariffe per la mensa e per lo scuolabus. Occorre presentare la documentazione Isee per accedere alla mensa a prezzi più bassi, ma per le 318 famiglie straniere la situazione si complica, a causa delle difficoltà nella richiesta dei documenti all'estero. "È un allarme che non ha senso, figlio dell'assenza di leggi che regolino i flussi con normalità", flussi di migranti che "ci sono e ci saranno sempre", ha detto la leader della Cgil, Susanna Camusso. "Il fatto che qualcuno, certamente non i bambini ma i genitori, che potrebbe pagare ritiene di non doverlo fare, rappresenta un insulto a genitori italiani e stranieri, che invece - ha concluso Salvini - pagano quello che devono". Come riportato da Il Post, senza le agevolazioni, queste famiglie sono inserite nella fascia economica più alta: dovrebbero cioè pagare 5 euro per ogni pasto e 210 a trimestre per l'utilizzo dello scuolabus.

La situazione di queste settimane ha generato diversi episodi spiacevoli, raccontate dai giornali: all'ingresso di una mensa scolastica, ad esempio, è comparsa una guardiana con il compito di controllare che solo i bambini in regola potessero accedere al pranzo. Ancora più spiacevole il caso di cui ha dato conto Il Corriere della Sera, secondo cui durante la ricreazione di metà mattina lo yogurt che viene servito per merenda viene dato quasi esclusivamente ai bambini figli di genitori italiani.