La Chiesa non è solo abusi. Pronti ad ascoltare i giovani

La Chiesa non è solo abusi. Pronti ad ascoltare i giovani

Poi ha presentato due 'piste di lettura' della Costituzione apostolica: "La prima è il riferimento al Concilio Vaticano II, che rappresenta il 'grembo' generativo del Sinodo dei Vescovi".

- Per la prima volta partecipano ad un Sinodo due vescovi dalla Cina Continentale, a cui è stato dato un caloroso benvenuto: Giovanni Battista Yang Xaoting e Giuseppe Guo Zincai, giunti a Roma in seguito al recente accordo tra Santa Sede e Pechino sulle nomine episcopali.

"Unti nella speranza cominciamo un nuovo incontro ecclesiale capace di allargare orizzonti, dilatare il cuore e trasformare quelle strutture che oggi ci paralizzano, ci separano e ci allontanano dai giovani, lasciandoli esposti alle intemperie e orfani di una comunità di fede che li sostenga, di un orizzonte di senso e di vita". Ed è anche per questo che alle riunioni dei Vescovi saranno presenti anche i protagonisti di questo Sinodo, ovvero i giovani.

Papa Francesco ribadisce: "Secondo la prassi ecclesiale, il fedele si accosta normalmente all'eucaristia in forma processionale e si comunica in piedi con devozione, oppure in ginocchio, come stabilito dalla Conferenza episcopale, ricevendo il Sacramento in bocca o, dove è permesso, sulla mano, come preferisce", ma ad opporsi a tale libertà sono ormai molti sacerdoti e Vescovi, primo tra tutti il Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

"La speranza ci interpella, ci smuove e rompe il conformismo del "si è sempre fatto così", e ci chiede di alzarci per guardare direttamente il volto dei giovani e le situazioni in cui si trovano".

I giovani, che si sono preparati anche nella nostra Diocesi a questo appuntamento, hanno già trasmesso quale modello di Chiesa li affascina ed è una Chiesa che si innesta perfettamente nel solco del Vangelo e del Concilio.

"Un Vescovo che vive in mezzo ai suoi fedeli ha le orecchie aperte per ascoltare ciò che lo Spirito dice alle Chiese e la 'voce delle pecore', anche attraverso quegli organismi diocesani che hanno il compito di consigliare il Vescovo, promuovendo un dialogo leale e costruttivo'".

"Stiamo attenti e badiamo bene che non prevalga la logica dell'autopreservazione e dell'autoreferenzialità, che finisce per far diventare importante ciò che è secondario e secondario ciò che è importante".

"Molti di noi eravamo giovani o muovevamo i primi passi nella vita religiosa mentre terminava il Concilio Vaticano II", ha poi detto il Papa rivolgendosi ai padri sinodali: "Ai giovani di allora venne indirizzato l'ultimo messaggio dei Padri conciliari".

Friedrich Hölderlin ha dedicato dei bellissimi versi alla nonna: "L'uomo mantenga quello che da bambino ha promesso". "La sigla Lgbt o linguaggi simili non dovrebbero essere utilizzati nella Chiesa" ha tagliato corto, polemizzando a distanza con Baldisseri, il quale, a sua volta, alcuni giorni fa aveva bacchettato l'arcivescovo Chaput per le lamentele ai lavori sinodali. "Ne consegue che Lgbtq e linguaggi simili non dovrebbero essere usati nei documenti della Chiesa, perché il suo uso suggerisce che questi sono gruppi reali e autonomi, e la Chiesa semplicemente non classifica le persone in questo modo".

Lottate contro ogni egoismo. Siate generosi, puri, rispettosi, sinceri. La 'missione' dei padri sinodali deve essere per Francesco quella di dimostrare che chi scommette sulla Chiesa non sbaglia: "davvero vale la pena, davvero non è tempo perso!".