Giuseppe Conte: "La Tap si fa"

Giuseppe Conte:

L'opera in questione, il gasdotto Tap, deve procedere annche perchè lo stop, secondo il premier Giuseppe Conte, "comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro". "Cari cittadini - scrive Conte nella lettera aperta - venerdì scorso Vi ho comunicato una notizia che in alcuni di Voi ha provocato delusione e forse anche rabbia. Ora pero' - dichiara Conte - e' arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia". "Prometto un'attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del Governo", afferma il premier Giuseppe Conte annunciando l'impossibilità, da parte del governo, a interrompere la realizzazione del gasdotto.

Ma le proteste che si sono continuamente sollevate, in ultimo anche l'invio di un corposo memorandum del sindaco di Melendugno, Marco Potì, sul gasdotto, con tre rilievi in particolare mossi per richiedere la sospensione del cantiere (sintetizzando: l'impatto sulle praterie di cymodocea nodosa; il rischio di infiltrazioni nella falda e di inquinamento del sottosuolo nelle aree del cantiere in località San Basilio; la pista di cantiere che, anche nella versione della variante di progetto, non avrebbe tenuto in debita considerazione l'esistenza di habitat naturali meritevoli di tutela) hanno indotto il governo "gialloverde" a prendere ulteriore tempo prima della decisione definitiva. "Ci auguriamo che il ministro Toninelli adesso si concentri insieme con il governo per rispettare e far rispettare i contratti precedentemente stipulati dall'Italia, senza ulteriori ritardi, senza altri inutili e strumentali pretesti".

"È bene sottolineare - specifica Costa - che parliamo di un procedimento già autorizzato e concluso nel 2014, su cui si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 1392 del 27 marzo 2017 confermandone definitivamente la legittimità. Tuttavia, come è stato detto, abbiamo ascoltato tutte le osservazioni provenienti dal territorio, sia dai portavoce del Movimento 5 Stelle sia dal comune di Melendugno" ha aggiunto il ministro. Alla fine non può sottrarsi nemmeno Luigi Di Maio, titolare del Mise e vicepremier: "Abbiamo fatto un'istruttoria per due mesi e verificato tutti gli aspetti di quell'opera e ci sono fino a 20 miliardi di euro di penali da pagare, cioè più del reddito di cittadinanza e di quota cento insieme". "Gli accordi chiusi in passato - spiega il premier - ci conducono a una strada senza via di uscita". Se ciò non avvenisse significherebbe che l'establishment che ha voluto l'opera tira ancora le fila di questo Paese, che l'attuale Governo è una prosecuzione di quelli che lo hanno preceduto e che basta proferire una menzogna per negare la realtà e sospendere lo Stato di diritto.

"La valutazione fatta dal Ministero dell'Ambiente esula dal mio pensiero personale e dal mio convincimento politico, se l'opera sia giusta o no - ha spiegato Costa -". E sottolinea: "Il risultato di questo lavoro è ora nelle mani del presidente del Consiglio per le opportune valutazioni che il governo dovrà esprimere".