Giornalista stuprata e brutalmente assassinata: indagava su uno scandalo sui fondi UE

Giornalista stuprata e brutalmente assassinata: indagava su uno scandalo sui fondi UE

Un cittadino romeno con un passaporto della Moldova è stato arrestato nell'ambito delle indagini sull'omicidio della giornalista bulgara Viktoria Marinova.

Una morte orribile che ci indigna e ci addolora: Victoria Marinova, giornalista bulgara e conduttrice di un programma d'inchiesta televisivo, 30 anni, è stata brutalmente picchiata, stuprata e assassinata. Per il ministro dell'Interno bulgaro Mladen Marinov, l'assassinio di Marinova non sarebbe da collegare all'attività giornalistica della donna, anche se fonti e media internazionali riferiscono che la giornalista stava indagando su presunti casi di corruzione relativi all'utilizzo di fondi europei.

Bivol ha pubblicato l'inchiesta il 10 settembre e tre giorni dopo due giornalisti che lavoravano alla vicenda, sono stati arrestati dalla polizia bulgara mentre cercavano di salvare, da una pila in fiamme, dei documenti contenti prove dello scandalo. Per il momento le indagini si stanno concentrando sul gesto di un maniaco sessuale oppure di un ospite del vicino centro psichiatrico.

Victoria Marinova aveva recentemente lanciato gravi accuse contro i dirigenti del grosso gruppo industriale che, insieme ai colleghi Dimitar Stoyanov e Attila Biru tacciava di aver illecitamente utilizzato fondi comunitari e governativi. Desir ha chiesto di accertare il più presto possibile se l'omicidio della Marinova sia da collegare al suo lavoro come giornalista. Citando la procura di Russe, nel nord della Bulgaria, dove la giornalista trentenne è stata violentata e strangolata sabato scorso, la tv ha riferito che per l'uomo è stato confermato l'alibi da lui sostenuto, mentre le tracce di Dna non corrispondono a quelle trovate sul luogo del delitto, in un parco non lontano dal Danubio. Marinova è il terzo giornalista ucciso negli ultimi dodici mesi nell'Unione europea, dopo la maltese Daphne Caruana Galizia morta nell'esplosione di una autobomba nell'ottobre 2017, e il reporter slovacco Jan Kuciak ucciso lo scorso febbraio. L'International Press Institute ha inviato una lettera al premier bulgaro, Boyko Borissov, di "garantire la sicurezza fisica dei giornalisti che lavorano in Bulgaria": per il giornalista della Bild Julian Ropcke, che ha twittato un appello per la libertà di stampa in Ue, "sono scioccato per quanto successo nel brutale omicidio di un'altra giornalista europea".