Due casi colera a Napoli: le cose da sapere

Due casi colera a Napoli: le cose da sapere

Il vibrione è stato isolato nelle feci di un piccolo paziente di 2 anni, trasferito dal Santobono, e sulla mamma, rientrati recentemente da un viaggio in Bangladesh e residenti a Sant'Arpino, in provincia di Caserta. E non è mancato nemmeno l'Ordine dei giornalisti, che si è subito attivato. I primi esami hanno evidenziato l'assenza della malattia, sebbene non sia da sottovalutare la presenza di sintomi che vanno valutati con attenzione. Perché se io pensassi e facessi un titolo in prima pagina sul fatto che questa è una città in cui c'è il colera non ci verrei. "È l'esempio di come non si fa giornalismo", ha scritto su Facebook il presidente Ottavio Lucarelli. Tra i cinguettii quello di Chef Rubio che ha definito il giornale "Buono neanche pe appiccia' r foco". Tuttavia, il personale dell'ospedale Cotugno di Napoli, dove i due sono ricoverati, ha immediatamente rassicurato i cittadini partenopei, spiegando che la situazione è tenuta sotto controllo. Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea causata dall'infezione dell'intestino: la trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. Oggi le condizioni mediche della mamma e del neonato sono in miglioramento. "La situazione è del tutto sotto controllo".

Una situazione che "non desta preoccupazioni" come ha sottolineato con un comunicato il direttore scientifico dell'Inmi (Istituto nazionale malattie infettive) Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito. La presenza di colera in paesi poveri - ha ricordato Ippolito - è direttamente associata a un generale stato di povertà e di degrado con carenza di acqua potabile e a inadeguate condizioni sanitarie.

Nell'ospedale Cotugno a Napoli sono stati registrati due casi di colera.