Cosa sappiamo del disastro aereo in Indonesia

Cosa sappiamo del disastro aereo in Indonesia

Nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 ottobre, un Boeing 737 della compagnia aerea Lion Air è precipitato in mare poco dopo il decollo da Giacarta.

A bordo si trovavano 181 passeggeri, tra cui tre bambini, e sette membri dell'equipaggio. Il volo JT 610 è decollato intorno alle ore 6.20 dal Soekarno-Hatta International Airport, nei pressi della capitale, ed era diretto a Pangkal Pinan, sull'isola di Bagkal. Al momento non è stato ritrovato nessun superstite.

La compagnia aerea privata indonesiana ha assicurato che il velivolo aveva superato tutti i controlli e ha riferito che il pilota e il co-pilota avevano alle spalle 11mila ore di volo: un portavoce della Boeing ha confermato alla Reuters che l'azienda sta "seguendo da vicino" gli sviluppi della vicenda. Pochi minuti dopo il decollo, il pilota dell'aereo ha contattato la torre di controllo dell'aeroporto di Giacarta e ha chiesto di poter tornare indietro, la richiesta è stata approvata ma le comunicazioni con l'aereo sono state interrotte. Edward Sait, amministratore delegato della Lion Air, ha dichiarato che i tecnici hanno riscontrato alcuni problemi di natura meccanica solo un giorno prima dell'incidente.

Secondo i dati forniti dal sito di monitoraggio aereo FlightAware, il JT 610 ha raggiunto un'altitudine di soli 1580 metri prima di perdere quota. Il portavoce del Boeing, Paul Lewis, ha detto che la società sta "monitorando attentamente la situazione" ma non ha fornito dettagli sull'aeromobile in questione. Una squadra formata da 250 soccorritori, diverse barche e un elicottero perlustra il tratto di mare in cui il veivolo è precipitato. L'agenzia indonesiana per la gestione dei disastri BNPB ha condiviso sui canali social immagini che mostrano detriti dell'aereo, cellulari, libri e altri effetti personali dei passeggeri. Ancora da chiarire le dinamiche dell'incidente. Restano aperte le ipotesi di un guasto meccanico, un errore umano o un'azione criminale.