Confindustria, Boccia: "Alla Lega nessun endorsement"

Confindustria, Boccia:

Roma. Non tutti in Confindustria hanno così fiducia nella Lega, come ha detto il presidente Vincenzo Boccia nel fine settimana (prima di aggiustare un po' il tiro). "Mi fa sorridere. C'è stata una strumentalizzazione via Twitter e non riusciamo ad articolare un pensiero completo", risponde Boccia. "Ci aspettiamo che questo possa tradursi anche in una attenzione a livello nazionale, non solo alle nostre istanze categoriali".

Non è neppure vero che gli industriali mai si sarebbero schierati con un partito, come invece oggi avrebbero fatto con la Lega: ai tempi del secondo governo Berlusconi, nel 2001, il cuore di viale dell'Astronomia batteva per il centro-destra; e ancora ricordiamo un Cavaliere nella difficile campagna elettorale del 2006 sostenuto dalla base imprenditoriale (un po' meno dai vertici).

Il numero uno degli Industriali ha quindi lanciato un messaggio alla politica, affinché "non dia per scontato che siamo la seconda manifattura d'Europa perché ci sono altri paesi che vogliono andare avanti e superarci". Abbiamo grandi aspettative nei confronti della Lega - ha aggiunto Boccia, parlando con i giornalisti al termine dell'assemblea - c'è un rapporto storico di molti nostri imprenditori con i Governatori della Lega in Veneto, in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia. In altre parole: i Cinquestelle si sono presi il palcoscenico vantandosi di aver piegato il ministro Tria a una disavanzo al 2,4% con tutto quello che comporta, ora confidiamo nella Lega perché apporti modifiche di sostanza. Noi non dobbiamo preoccupiamoci di questo, ma di ricostruire il ponte. Quanto in termini di risorse questa manovra prevede per per la crescita, con quali provvedimenti? "Quindi", conclude, "abbiamo invitato la Lega, che ha rapporti nelle Regioni che governa al Nord, ad essere coerente con questo percorso". "Questo per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci", aggiungendo che "avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro". Io mi rivolgo al governo non ad un ministro. Anzi, "vinciamo tutti quando si realizzano i risultati".

Al reddito di cittadinanza, osteggiato da gran parte degli imprenditori, Boccia riconosce di porre una "questione sociale" ma si affretta anche a spiegare che "non deve essere un elemento che disincentivi il lavoro". Penso che questo elemento sia un elemento che irrita molto, e proprio per quei toni avevamo sto quei messaggi. È l'ultimatum che la ferrarese Incico, grossa società ferrarese di ingegneria multidisciplinare, ha inviato all'associazione degli industriali.