Coldiretti: il caciocavallo molisano classificato come patrimonio dell'agroalimentare italiano

Coldiretti: il caciocavallo molisano classificato come patrimonio dell'agroalimentare italiano

Roma - Riceviamo e pubblichiamo - L'amministrazione comunale di Montalto di Castro presente al Villaggio contadino della Coldiretti a Roma per sostenere l'agricoltura e valorizzare i cibi, le piante e gli animali grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai "Sigilli" di Campagna amica. I "Sigilli"- sottolinea la Coldiretti - sono la più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all'estinzione e indissolubilmente legati a territori specifici. "Un pericolo quello della perdita di prodotti di un patrimonio alimentare, culturale e ambientale assolutamente da sventare - sostiene Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria- sia per i produttori che per i consumatori". In difficoltà sono stimate da Coldiretti 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, dove "c'è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo".

Crolla del 38% quest'anno la produzione di olio di oliva Made in Italy che scende ad appena 265 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici colpendo anche l'Abruzzo e la sua forte vocazione olivicola.

"Regaleremo alla Città un'occasione unica per conoscere la biodiversità che anima la campagna italiana, offrendo un'esperienza unica e diretta con la Fattoria italiana".

"Una bellissima iniziativa, organizzata alla perfezione da Coldiretti, che ha permesso, in uno scenario suggestivo come il Circo Massimo, di valorizzare le eccellenze della nostra terra e dei nostri prodotti apprezzati ovunque". Nel corso di questo primo studio sono risultati 369 "agricoltori custodi", di cui il 25% sotto i 40 anni.

Un andamento che conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano - conclude la Coldiretti - con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo e che dall'inizio dell'anno hanno causato danni per oltre mezzo miliardo di euro all'agricoltura italiana. Non una semplice vetrina di prodotti ma il protagonismo degli agricoltori che hanno "invaso" pacificamente la Capitale, dove sono previsti 2 milioni di visitatori. Dalla patata turchesa abruzzese dalla particolare colorazione violacea anche nella buccia al Formadi Frant del Friuli, vero e proprio testimonial della cucina anti spreco perché preparato mescolando gli scarti di altri formaggi, dalla pera angelica di Serrungarina delle Marche salvata dagli agricoltori custodi al formaggio Montebore piemontese dalla caratteristica forma a coni sovrapposti a formare una piccola torre la cui storia è antichissima, dal mais Spin del Trentino antica varietà coltivata fino ai primi anni '60 e poi quasi sparita che prende il nome dalla particolare forma a uncino del chicco al peperone crusco lucano croccante come una patatina fritta e ancora - continua la Coldiretti - dal conciato romano antico formaggio risalente all'epoca romana che viene ancora oggi fatto stagionare in orci di terracotta alla fagiolina del Trasimeno, caratteristico fagiolo piccolo come un chicco di riso e dal gusto molto delicato che si cuoce senza ammollo.