Alcol e giovanissimi: primo bicchiere tra 11 e 14 anni

Alcol e giovanissimi: primo bicchiere tra 11 e 14 anni

Si beve ovunque e a qualunque ora, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Oltre sei italiani su dieci mettono l'alcol in relazione alla convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza. In Italia si inizia a bere sempre più presto. L'alcol rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, insieme al fumo e all'ipertensione.

La fotografia dell'Osservatorio Enpam-Eurispes: ubriachi e "felici", si inizia a bere prima, sempre più spesso in maniera eccessiva e lontano dai pasti.

. La maggioranza degli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni beve alcolici. Se poi si guarda a chi beve occasionalmente, tra i 15-19enni la percentuale sale al 65%, mentre solo due su dieci sono astemi. La bevanda alcolica più consumata dai giovanissimi è la birra, seguono il vino, shottini e superalcolici. Il consumo è sempre più extracasalingo, indipendente dal pasto e legato a momenti di divertimento e allo "sballo". Il drink alcolico - osservano gli esperti - è considerato una sorta di "rito di passaggio sociale" che caratterizza la fine dell'infanzia. Il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più contenuto rispetto al passato.

Nonostante il divieto di vendita di alcolici ai minori e l'obbligo per i rivenditori di chiedere un documento di identità al momento dell'acquisto, più della metà dei minori ha acquistato alcolici e più di un quinto non ha mai ricevuto tale richiesta. Alla metà degli intervistati capita, infatti, di eccedere con l'alcol, anche se "qualche volta" (47,7%), ovvero il 14% in più rispetto al 2010 (22°Rapporto Italia, Eurispes). Continuando nella lettura dei dati, il 23,7% beve per "rilassarsi" - l'8,8% in più rispetto al 2010 - il 9,2% per "affrontare una situazione complicata" - era il 2,6% nel 2010, il 2,2% per "reagire a un insuccesso", contro l'1,2 per cento. Se confrontiamo questo risultato con i dati del 22esimo Rapporto Italia dell'Eurispes del 2010, emerge un preoccupante aumento del consumo eccessivo: allora, la quota di chi beveva "spesso" era dell'1,6%, la quota di chi eccedeva "qualche volta" si fermava al 33,7%. Negli ultimi nove anni solo in Italia sono 435.000 le persone che hanno perso la vita per situazioni correlate all'alcol. Un approccio culturale a cui contribuirebbero in modo determinante i media con i messaggi che veicolano.

La strage dell'alcol: la sostanza fa più vittime di fumo e droga. Il 40% degli intervistati maggiorenni ammette di essersi messo alla guida dopo aver bevuto in modo eccessivo. Inoltre, il 30% dei ragazzini tra gli 11 e i 14 anni dichiara di aver viaggiato su un mezzo guidato da qualcuno che avesse bevuto alcolici. Interrogati sul tasso alcolemico consentito dalla legge per guidare, tre quarti dei giovanissimi non sono stati in grado di rispondere correttamente. Più di 8 italiani su 10 ritengono che lo Stato abbia fatto poco per contrastare il fenomeno dell'alcolismo (84,1%).