A chi spetta il reddito di cittadinanza 2019?

A chi spetta il reddito di cittadinanza 2019?

Dieci, per i 5 Stelle, ma non per Matteo Salvini, che a Radio Anch'io spiega: "In totale ci sono 16 miliardi tra reddito di cittadinanza, aumento delle pensioni di invalidità, quoziente familiare, premio alle famiglie numerose, quindi un contributo alla natalità, e superamento della legge Fornero".

Ciò che si è capito in questi giorni sulla tipologia di acquisti che saranno consentiti, ma soprattutto il lessico utilizzato dagli esponenti di governo (compreso il raggelante "Ai furbi sei anni di carcere", più o meno quanto la condanna al mafioso Roberto Spada per l'aggressione al giornalista Rai dello scorso anno), raccontano che il reddito di cittadinanza sarà una bestia strana e difficile da addestrare: un sussidio a metà fra la disoccupazione all'europea e i programmi di sostegno alimentare e farmaceutico che mescolano (poveri) elementi statunitensi e turbosocialismo sudamericano. Il reddito personale deve raggiungere i 780 euro quindi dovrebbe essere erogato per intero a chi parte da zero, mentre per chi ha qualche forma di entrata si tratterebbe di una integrazione. E le anche le spese saranno limitate ai beni di prima necessità. Ma andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i documenti utili e come sfruttare, al meglio, il sussidio statale.

Ultime novità sul reddito di cittadinanza annunciate da Luigi Di Maio: "sarà erogato su una card la cui tracciabilità non permette l'evasione o spese immorali". Il secondo requisito è essere in una situazione di povertà reddituale ma anche patrimoniale, e qui entra in gioco l'ISEE che dovrà essere inferiore a 9300 euro circa.

Come ottenere il reddito di cittadinanza nel 2019?

In effetti paternalismo, per loro, è qualunque tentativo di stabilire regole, giuridiche o, peggio, morali: ormai le loro uniche priorità sono le libertà personali, private, il diritto di vivere come ci pare e di consumare quello che vogliamo. "E' diventato chiaro agli occhi di tutti con il drammatico crollo del ponte di Genova, che il sistema attuale non funziona", ha detto a proposito dei fatti di Genova. E' rivolto principalmente ai disoccupati, che dovranno impegnarsi a seguire corsi di formazione professionale e a fare otto ore settimanali di lavoro gratuito presso il Comune di residenza. Potrà essere percepito da due persone della stessa famiglia, che possono avere diritto al sussidio calcolato con un coefficiente che va 1 a 1,5 a seconda del numero di membri del nucleo familare. "Non è trasferendo risorse da chi lavora a chi non lavora che si sostiene la crescita", ha sottolineato il presidente dell'Inps non nuovo a battibecchi, se non a veri e propri scontri, con il governo. Allo stesso modo "non è aumentando la spesa pensionistica che si può far crescere l'economia del nostro Paese, - ha insistito - è esattamente il contrario".