7mila migranti in marcia verso gli Stati Uniti dimensione font +

7mila migranti in marcia verso gli Stati Uniti dimensione font +

Torna a salire la tensione tra Usa e Russia. Vanno ovviamente nella stessa direzione la decisione di Trump di costruire testate nucleari nuove di piccola potenza che abbasseranno in apparenza la soglia di una guerra nucleare rendendola invece più probabile, la disdetta dell'accordo del 2015 sul nucleare iraniano che alimenta i rischi di proliferazione in un Medio Oriente che è già a ferro e fuoco, le politiche arroganti degli USA che (già ad opera dei predecessori di Trump, Bush Jr.in testa) hanno indotto la Corea del Nord a dotarsi di armamento nucleare, nonché la politica realizzata attraverso la NATO di accerchiamento e provocazione della Russia: insomma, micce accese sotto la Santa Barbara nucleare. Subito in Europa, che rischia di tornare ad essere la minacciosa base di lancio delle micidiali ogive nucleari; e per l'Asia, dove non sfugge a Pechino che l'annuncio di Trump punta al riarmo atomico in funzione anti Cina, contro la sua nuova potenza ed egemonia economica.

Da Mosca, il ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha commentato il ritiro degli Stati Uniti come "molto pericoloso". "Non so perché il presidente (Barack) Obama non lo abbia rinegoziato o non si sia ritirato", ha aggiunto a proposito del suo predecessore democratico.

Dei riverberi della politica protezionistica di Trump e dei suoi dazi doganali sappiamo ancora poco di quelli che saranno i reali impatti sull'economia americana.

LA POSIZIONE DELL'EUROPA - Molti funzionari europei ricordano la crisi euro-missilistica degli anni '80 innescata dal dispiegamento dei missili sovietici SS-20 e guardano con preoccupazione allo scenario che si sta delineando. L'Unione Europea sollecita Stati Uniti e Russia a mantenere l'Inf.

Il Messico ha offerto ai migranti la possibilità di chiedere asilo politico o altre forme di accoglienza, ma la maggior parte di loro ha rifiutato di farsi identificare per la paura di essere arrestati e rimpatriati. Il Trattato, stipulato nel 1987 da Reagan e Gorbaciov, è stata una pietra miliare che ha posto le fondamenta per la fine della Guerra Fredda e il progressivo "disgelo".

Gli inviati di varie tv internazionali - Cnn, Bbc, AlJazeera - hanno intervistato vari membri della carovana, ed è stato chiaro che nessuno sapeva che gli Stati Uniti non li vuole. L'arrivo del consigliere guerrafondaio John Bolton a Mosca in queste ore serve probabilmente allo scopo di annunciare le volontà della Casa bianca. Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha assicurato che Bolton incontrerà Putin prima della sua partenza da Mosca prevista per il 23 ottobre.