Trapianto di faccia, si sospetta il rigetto

Trapianto di faccia, si sospetta il rigetto

L'operazione segue una procedura sperimentale. Purtroppo la donna muore dieci anni dopo, nel 2016, pare che i forti farmaci presi nel corso degli anni per evitare il rigetto avessero talmente indebolito il suo corpo da portarla alla morte. La donatrice è invece una ciociara di 21 anni deceduta in un incidente stradale nel frusinate.

E' avvenuto a Roma, presso l'ospedale Sant'Andrea, il primo trapianto di viso di viso in Italia. Il Centro nazionale trapianti ha comunicato che la ricevente soffre di neurofibromatosi di tipo I, una malattia genetica che attacca la pelle, gli occhi e le cellule nervose. Tuttavia, l'équipe medica sta seriamente prendendo in considerazione di correre ai ripari con un intervento tampone, prima di effettuare nuovamente il trapianto aspettando un altro donatore: "Per prevenire ulteriori rischi si sta prendendo in considerazione - si legge nella nota -, come previsto dal protocollo, la possibilità di una ricostruzione temporanea con tessuti autologhi della paziente nell'attesa di una ulteriore ricostruzione con un nuovo donatore". La maggior parte di queste operazioni è stata eseguita in Francia.

Il personale medico dell'ospedale si preparava da tre anni a eseguire l'operazione; a capo della squadra che si è occupata dell'intervento ci sono il professor Fabio Santanelli di Pompeo, responsabile dell'unità operativa di chirurgia plastica del Sant'Andrea, e il dottor Benedetto Longo. La Regione Lazio ha parlato di "un intervento senza precedenti in Italia e con pochi precedenti al mondo. Al tavolo operatorio dell'azienda ospedaliero-universitaria romana l'équipe chirurgica sta eseguendo un eccezionale intervento di trapianto allogenico facciale che darà un volto nuovo a una paziente sfigurata da una malattia neurodegenerativa congenita". "Nel caso del Sant'Andrea non si può parlare di rigetto ma, come si legge anche nei bollettini dell'ospedale, di sofferenza del microcircolo".