Ticinonline - Riforma del copyright: ecco cosa cambia

Ticinonline - Riforma del copyright: ecco cosa cambia

Alcuni deputati di Bruxelles avevano denunciato di aver ricevuto pressioni affinché esprimessero un voto contrario a queste modifiche, con email - la maggior parte partite dagli Stati Uniti - minatorie.

Il testo prevede anche un rafforzamento della posizione negoziale degli autori e artisti "consentendo loro di esigere una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere", se il precedente compenso corrisposto è basso e sproporzionato rispetto ai benefici che ne derivano. EDiMA, associazione europea che rappresenta le principali piattaforme online come Airbnb, Allegro, Amazon EU, Apple, eBay, Expedia, Facebook, Google, King, Microsoft, Mozilla, Oath, OLX, Snap Inc., TripAdvisor, Twitter, Veon Digital e Yelp ha definito "sconcertante e sorprendente" l'esito della votazione odierna. Opinione degli esperti era che questa norma, che trova il suo fulcro proprio negli articoli 11 e 13, potesse trasformare internet in uno strumento di sorveglianza e di controllo automatizzata sui propri utenti. Scopo dichiarato: quello di tutelare i piccoli editori dalla condivisione dei contenuti sulle piattaforme digitali. Un provvedimento che mira a restituire un valore sul web alla stampa che, con l'avvento dei social network e di altri aggregatori, non viene adeguatamente ricompensata. Gli articoli 11 e 13 sono quindi legge e daranno vita ad una vera e propria rivoluzione per internet. Per loro sarebbe un esborso economico non previsto.

È arrivato così il momento della regolamentazione per un mercato da miliardi di euro di diritti d'autore tra artisti, musicisti, giornalisti ed editori da una parte, e le grandi piattaforme monopoliste dall'altra, da YouTube a Facebook.

Per il vicepremier Di Maio, è "una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet".

Dal M5s, l'europarlamentare Isabella Adinolfi parla invece di "una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini". Con la scusa della riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Il testo approvato oggi dall'aula di Strasburgo contiene l'odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. "Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creativita' europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale" ha scritto in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. "Non esiste vera libertà senza buone regole".