Terzo morto per West Nile, era venuto in vacanza in Polesine

Terzo morto per West Nile, era venuto in vacanza in Polesine

Lo rende noto Ausl Bologna. La diffusione del virus West Nile si limita con una attenta programmazione, con il monitoraggio delle zanzare e, soprattutto, con interventi preventivi larvicidi che non hanno nessun impatto sull'ambiente, sulla salute pubblica e sulle produzioni agricole.

Sale ancora l'attenzione in Piemonte per il virus West Nile dopo che sono diventati 12 il numero dei casi di contagio registrati in regione sui 334 casi registrati da giugno in Italia, secondo il bollettino dell'Istituto superiore di Sanità.

Attualmente, a Bologna e provincia, sono ricoverate 4 persone presso il Policlinico di S. Orsola e 6 negli ospedali dell'Azienda USL di Bologna. Nel 2017 erano stati, complessivamente, 27 i casi gravi di West Nile.

E proprio della settimana scorsa l'appello degli infettivologi della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali perchè si metta in atto una nuova strategia di lotta contro gli insetti vettori di infezioni trasmesse all'uomo. Proseguono anche gli interventi con adulticidi nelle ore serali in coincidenza con le manifestazioni all'aperto, mentre godono di una particolare attenzione in tema di trattamenti tutti i luoghi 'sensibili' quali ospedali, strutture socio-sanitarie, case di cura o comunque dove può essere maggiore la presenza di persone anziane e debilitate, per le quali aumenta il rischio di contrarre la malattia neuroinvasiva. "Le situazioni più gravi si verificano quando, come nei due casi avvenuti a Bologna, la persona colpita da West Nile versa già in uno stato di deperimento fisico causato da altre patologie".