Siria: primi raid russi su Idlib spingono popolazione civile alla fuga

Siria: primi raid russi su Idlib spingono popolazione civile alla fuga

Nuovi attacchi russi sulla provincia siriana di Idlib sono stati lanciati nella notte, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

Dichiarazioni che molto utili comunque per segnare la differenza di posizione e spiegare come gli interessi personali abbiano portato i tre grandi attori a lavorare congiuntamente sebbene vedano la crisi siriano ognuno con la propria lente e senza troppi sostanziali piani comuni. Infatti, la Turchia attualmente occupa una fetta bella grossa di territorio nel nord della Siria; e ha già detto che non intende andarsene.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, il generale Igor Konashenkov, ha dichiarato che i militari russi hanno "prove inconfutabili" che il giorno 7 settembre nella provincia siriana di Idlib c'è stato un incontro tra i leader dei gruppi terroristici Hayat Tahrir al Sham (al Nusra) e Hizb al Turkistani al Islami, con la partecipazione della Protezione civile Siriana, meglio conosciuta come i 'caschi bianchi'.

I bombardamenti sono ripresi dopo che venerdì, a Theran, i presidenti di Iran, Russia e Turchia non sono riusciti a trovare un accordo sul cessate il fuoco. "La battaglia potrebbe essere limitata ai villaggi e alle città che circondano la strada Aleppo-Latakia per controllarla". La Turchia e altri Paesi hanno lanciato un monito sul rischio di un disastro umanitario. Si tratta di informazioni raccolte dal campo, ma anche di immagini satellitari e scambio di dati con gli alleati - che sulla Siria arrivano più che altro da Israele, che tiene un profilo basso per quel che riguarda i risvolti politici e pratici della crisi, ma monitora tutto ciò che accade.