Se salta il reddito di cittadinanza il governo avrà dei problemi

Se salta il reddito di cittadinanza il governo avrà dei problemi

"Questa unione con la Lega è il frutto di un contratto di governo in cui c'è il reddito di cittadinanza". La saga di Giovanni Tria continua e oggi, dopo la carrellata di rumor e smentite su un presunto disegno del M5S di Luigi Di Maio volto a cacciare il ministro dell'economia, La Stampa riporta altre indiscrezioni, secondo cui Tria, esasperato dalla tensione con i pentastellati creatasi con le minore risorse che la legge di bilancio destinerebbe al reddito di cittadinanza (5 miliardi, invece dei 10 miliardi reputati necessari, a loro volta già decurtati rispetto ai 17 miliardi di euro della proposta originale), avrebbe detto al premier Giuseppe Conte. Il vice presidente del Consiglio, ieri in una delle sue apparizioni tv ha ribadito l'annuncio della nuova misura già nel prossimo provvedimento economico del governo ma rettificando pesantemente quanto annunciato qualche tempo fa da Laura Castelli, che parlava di misura pronta già per gennaio. Non capisco perché si sia voluta creare una polemica tra me, il M5s e Tria, quando il nostro unico pensiero è approvare una legge di bilancio coraggiosa, ma che tenga i conti in ordine. "Tutto il governo ha la volontà di dare pieno sostegno a Tria per ottenere i risultati prefissati".

Come sappiamo, il reddito di cittadinanza, che assorbirà il Reddito di inserimento varato dal governo Gentiloni, prevede un sussidio a fronte dell'iscrizione nelle liste di collocamento e la ricerca attiva di un lavoro. "Ho visto il ministro Tria venerdì pomeriggio a Vienna". In questo clima, mentre alcuni giornali ipotizzano addirittura le dimissioni di Tria, l'agenzia d'informazione Agi butta acqua sul fuoco: l'ipotesi di un addio del ministro - dicono fonti del ministero della Economia - sono "destituite di ogni fondamento". A dirlo, ai microfoni di Giorgio Zanchini su Rai Radio 1, la ministra per il Sud Barbara Lezzi. Tanto più se si considera un fatto: il Reddito di Cittadinanza si basa su una riforma dei Centri per l'Impiego, che oggi funzionano poco e male e che, secondo chi ha ideato il sussidio, avranno il compito di curare dei programmi di reinserimento sociale delle famiglie povere. Vorrei valesse per il triennio, cioè per tutti gli assunti nei tre anni.