Russia, manifestazione contro riforma pensioni: oltre 1000 fermati

Russia, manifestazione contro riforma pensioni: oltre 1000 fermati

58 persone sono state fermate a Ekaterinburg, 43 a Omsk, 28 a Krasnodar, 24 a San Pietroburgo, 20 a Tver, 17 a Ufa, 14 a Khabarovsk, 13 a Tomsk, 10 a Novosibirsk, 9 a Mosca, 9 a Celyabinsk.

Stessa scena a Mosca. Le elezioni sono il primo test per il Cremlino dopo l'annuncio a giugno di una riforma molto impopolare per aumentare l'età pensionabile, che ha ridotto la popolarità del presidente Vladimir Putin e portato nelle strade decine di migliaia di cittadini. Tra gli slogan più gettonati il sempreverde "Putin ladro", "Putin quando vai in pensione?" e "Via lo Zar", gridati proprio davanti al palazzo del Senato. Poi l'intervento deciso della polizia, che ha manganellato alcuni dimostranti (praticamente in diretta-Twitter). Tra i fermati ci sono diversi collaboratori del dissidente Navalny, tra cui Ruslan Shaveddinov, ex portavoce della campagna elettorale di Navalny, e Dmitry Nizovceva, reporter del canale YouTube 'NavalnyLive', arrestato mentre stava facendo una diretta.

Ed è forse questa la grande differenza della piazza di oggi: oltre ai giovanissimi sostenitori di Navalny in strada sono scesi anche i loro nonni. I cortei non si sono tenuti solo a Mosca. Per evitare il ripetersi di un simile scenario, oggi solo i membri dell'opposizione 'tollerata', i comunisti e i nazionalisti, hanno potuto candidarsi. Secondo il ministero dell'Interno, in piazza Pushkin c'erano circa 2.000 persone.

Sostenuto fin dal 2010 dal Cremlino alla guida della megalopoli di oltre 12 milioni di abitanti, il sindaco Sobyanin, 60 anni, può vantarsi di aver cambiato in meglio il volto di Mosca, grazie a progetti costosi e giganteschi piani di urbanizzazione anche se, per gli oppositori, il proliferare di zone pedonali, l'apertura di stazioni metro o di un nuovo parco nel centro della città non sono altro che un contentino per quella classe media che, durante l'inverno 2011-2012, aveva manifestato contro il ritorno al Cremlino di Putin. La vittoria del sindaco uscente, il putiniano Serghiei Sobianin, è data per scontata. Le proteste si sono svolte nello stesso giorno in cui si votava per eleggere 22 governatori, 4 sindaci e 16 assemblee legislative locali, nonché rimpiazzare sei seggi della Duma rimasti vacanti.