Polmonite, oltre 200 casi e i sospetti si concentrano sulla legionella

Polmonite, oltre 200 casi e i sospetti si concentrano sulla legionella

Si tratta di un esame voluto per escludere, come è stato fatto, che il decesso fosse legato ai casi di polmonite.

Brescia - La polmonite continua a spaventare la Bassa Bresciana dove si registra un aumento di casi nelle ultime ore. Questa indagine non esclude comunque la presenza del batterio, pertanto verranno effettuati ulteriori approfondimenti.

In seguito a numerosi casi di polmonite, l'Agenzia di tutela della salute (Ats) di Brescia ha così attivato indagini epidemiologiche e ambientali.

La malattia del legionario, più comunemente definita legionellosi, è un'infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila. Ben 121 le persone che si sono recate in ospedale.

In circa la metà dei casi non si riesce a identificare una causa, nonostante la disponibilità di test accurati.

Sarebbero più di 150 i casi accertati in questo momento. L'altro caso sospetto è quello relativo alla morte di una donna di 69 anni di Mezzane di Carpenedolo per la quale la famiglia stava già predisponendo i funerali prima che venisse disposta l'autopsia agli Spedali civili di Brescia, peraltro già eseguita. "Stiamo facendo tutto ciò che si può fare, in sintonia con maggiori esperti e con l'Istituto superiore di sanità - dice l'assessore regionale alla Welfare, Giulio Gallera - Sia con l'investigazione sui campionamenti fatti per capire se il vettore sia l'acqua, sia interrogando i pazienti per capire se c'è un elemento che li accomuna e individuare la sorgente" del contagio, "lavoriamo però anche in altre direzioni, come sull'aria". Ats di Brescia sta effettuando le analisi degli acquedotti perché si ipotizza che l'epidemia sia dovuta ad un batterio presente proprio nell'acqua. Ieri i sindaci dei comuni interessati hanno ricevuto una nota con alcune regole da seguire, ma la Regione ha assicurato che "non esiste alcun tipo di rischio per l'utilizzo dell'acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell'attività nelle varie comunità, tra scuole e luoghi di lavoro". Lasciar scorrere l'acqua calda e poi la fredda, allontanarsi dal punto di emissione dopo l'apertura dei rubinetti e aprire le finestre. No, il caviale non c'entra, quei 40 mila utenti erano tutti per il vademecum diffuso dall'amministrazione sulle norme di comportamento da tenere per prevenire la legionella e il contagio da polmonite che nella zona ha portato in ospedale (ultimo dato di domenica diffuso dalla Regione Lombardia) 138 persone.