Nel mondo ogni 5 secondi muore un bimbo

Nel mondo ogni 5 secondi muore un bimbo

Nel 2017 sono morti 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni: vale a dire, 1 ogni 5 secondi.

Il report svela infatti che la maggior parte dei decessi, 5,4 milioni, avvengono nei primi 5 anni di vita, e in circa la metà dei casi entro il primo anno.

Il numero di bambini sotto i 5 anni che muoiono è diminuito drasticamente, passando dai 12,6 milioni del 1990 ai 5,4 milioni del 2017.

Si intitola, non a caso, "Un futuro rubato" il rapporto presentato oggi, 19 settembre, dall'Unicef, in occasione della 73ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. In Africa Subsahariana, un bambino su 13 è morto prima del suo quinto compleanno. Par avere un'idea del gap che esiste fra le diverse aree del mondo, basta pensare che nei Paesi ad alto reddito, il numero di bimbi under 5 che muoiono scende a 1 su 185. Senza un'azione immediata - ammonisce il rapporto dell'Onu - entro il 2030 mancheranno all'appello 56 milioni di bambini sotto i 5 anni. Importante, infatti, è stato l'utilizzo di medicinali, acqua potabile e pulita, energia elettrica e vaccini. Complicazioni alla nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria.

Spostando l'attenzione sulla fascia 5 -14 anni, le cause di mortalità riguardano principalmente lesioni o traumi, come incidenti stradali o annegamento accidentale. Nel 2017 sono stati 2,5 milioni i neonati morti nel loro primo mese di vita. Un bambino nato in Africa Subsahariana o in Asia Meridionale aveva una probabilità nove volte maggiore di morire nel primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese ad alto reddito. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nellearee rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane.

La causa principale che impedisce a così tanti bambini e giovani di mettere anche solo una volta piede all'interno di una scuola, e di avere così la possibilità di seguire un percorso educativo e di crescita sociale, è la povertà.

Repubblica Centrafricana (88 bambini ogni 1.000 nati vivi), Sierra Leone (82), Somalia (80), Ciad (73), Repubblica Democratica del Congo (70) sono i primi 5 Paesi al mondo in cui nel 2017 si è registrato il più alto tasso di mortalità sotto un anno. Altro elemento discriminante è l'educazione: i nati da mamme meno istruite hanno rischi di morte due volte maggiori rispetto ai figli di mamme con diplomi secondari o superiori. I paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità neonatale sono: Pakistan (44 ogni 1.000 nati vivi), Repubblica Centrafricana (42), Sud Sudan (40), Somalia (39) e Afghanistan (39).

Relativamente all'Italia, nel 1990, il tasso di mortalità sotto i 5 anni era di 10 morti ogni 1.000 nati vivi, mentre nel 2017 è calato a 3 morti ogni 1.000 nati vivi. Somalia, Ciad, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone e Mali sono i Paesi più colpiti da questo fenomeno.

La soluzione è un problema politico serio che non potrà mai essere risolto con l'odio razziale e con l'innalzamento di muri e barriere protezionistiche, dimenticando che il numero maggiore delle vittime è fatto da bambini innocenti.