Migranti, Salvini con Orban: "presto governeremo l’Europa insieme"

Migranti, Salvini con Orban:

"Ma soprattutto é simbolico la spaccatura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, con il secondo che ha votato a favore dell'articolo 7, in contrasto netto con l'alleato di governo".

Il primo riguarda l'idea di Europa.

"Abbiamo voluto mandare un messaggio forte per sottolineare che la democrazia in Europa non é morta e che un governo, anche se eletto legittimamente, non puó assumere provvedimenti liberticidi e anti-democratici come ha fatto Orban", spiega ad Affaritaliani.it Giosi Ferrandino, eurodeputato del Partito democratico. Intendiamoci, il Parlamento europeo non è nuovo a battaglie sui principi generali, altre volte si è espresso su questioni che potremmo definire 'ideali'.

Perché allora spostare l'attenzione sui migranti? Avanzo una ipotesi. Orban lo fa da un lato per "alleggerire" le accuse sull'accentramento dei poteri, dall'altro per mettere in risalto le contraddizioni dei principali leader europei, "accoglienti" nelle dichiarazioni ma meno nei fatti. Vediamo qualche esempio concreto. E, tra le soluzioni che si valutano all'esame degli addetti ai lavoro, c'è quella di un rimpatrio lampo dei migranti tunisini attraverso voli charter affinché rientrino nel proprio Paese in tempi molto rapidi.

"Le sanzioni contro il popolo ed il governo ungherese sono un atto politico, una follia di quell'Europa di sinistra che non si rassegna al cambiamento", ha detto in conferenza stampa il leader leghista.

"Ringrazio il ministro del Lussemburgo perche' ha dato visibilita' in tutta Italia a questa riunione".

Seconda considerazione. La relazione Sargentini segna indubbiamente uno spartiacque nella storia dell'Unione Europea, ma al 99% resterà solamente un pezzo di carta. Per l'applicazione delle sanzioni è necessaria l'unanimità del Consiglio Europeo, e già la Polonia ha dichiarato pubblicamente di non voler procedere con le sanzioni.

Viktor Orban dopo voto Strasburgo: "Commissione e Parlamento Ue hanno i giorni contati".

A i voti il premier ungherese Viktor Orban è stato sonoramente sconfitto nell'aula del Parlamento europeo. "Salvini è il mio eroe, un mio compagno di destino". "Invece di essere solidali nalla UE, c'è la politica".

La domanda sorge spontanea. Come vediamo, si tratta di una scelta strategica rilevante, ed onestamente stupisce che all'interno del Governo possano coesistere posizioni così distanti.

Per Orban, l'avvio della procedura contro il suo Paese è solo una strategia "per indebolire l'Ungheria che lotta contro l'immigrazione", palesando il rischio che, a suo parere, starebbe correndo l'Unione europea ossia quello di togliere il diritto alla difesa dei confini nazionali dei Paesi di frontiera (come l'Ungheria), procedendo con controlli da parte di "mercenari": "Non potendo costringere l'Ungheria ad aprire i confini - ha detto ancora il premier -, vogliono toglierci il diritto alla difesa dei confini. dovremmo semplicemente consegnargli la chiave della porta". Credo che assisteremo al solito copione di questi mesi. Un augurio che il premier ungherese fa in vista delle elezioni del 2019.