Massa: primario di medicina generale indagato per morti sospette

Massa: primario di medicina generale indagato per morti sospette

"A norma dello Statuto, abbiamo presentato una proposta di delibera, per mettere ai voti dell'aula l'istituzione di una commissione di inchiesta che faccia piena luce sulla vicenda delle 33 morti sospette all'ospedale Noa di Massa - si legge in una nota siglate dagli esponenti di Forza Italia - Ovviamente non intendiamo interferire con le attività della magistratura inquirente ma, vista la rilevanza e le dimensioni dell'accaduto, riteniamo giusto avvalerci delle prerogative dell'articolo 21 dello Statuto, che prevede per il Consiglio la facoltà di 'istituire commissioni di inchiesta su questioni relative a materie di interesse regionale, indicandone la durata". L'avviso del conferimento dell'incarico è arrivato - come parti offese - anche ai parenti dei pazienti deceduti.

Anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini ha presentato un'interrogazione sulla morte sospette a Massa, chiedendo che "tutta la sanità toscana venga sottoposta a un'analisi dei decessi ospedalieri degli ultimi cinque anni". Sotto esame sono finiti poi 34 decessi nel reparto di medicina dell'ospedale delle Apuane nel periodo compreso tra il 20 dicembre 2017 e il 10 gennaio 2018. Il pubblico ministero, Marco Mansi, ha iscritto nel registro degli indagati un primario del Noa, residente a Pietrasanta.

L'iscrizione nel registro è "strumentale", "di rito" e "a tutela dello stesso indagato" hanno dichiarato gli investigatori. Non c'è ancora nulla di concreto. Le morti, registrate tra il 20 dicembre 2017 e il 10 gennaio 2018, sarebbero secondo l'esposto riconducibili a possibili infezioni contratte in reparto: i 33 pazienti, entrati in ospedale con patologie diverse, a parere di Benedetti sarebbero infatti morti per aver "contratto batteri intestinali all'interno della struttura". "L'ipotesi di reato è l'omicidio colposo per la morte di 33 persone, per lo più anziani, in un lasso di tempo limitato", ha spiegato il procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro. "Era doveroso aprire un fascicolo per fare chiarezza soprattutto per i famigliari di queste persone, a cui è stato notificato l'atto di apertura delle indagini".