Libia, Unhcr: 'Atrocità contro i rifugiati, anche contro neonati'

Libia, Unhcr: 'Atrocità contro i rifugiati, anche contro neonati'

"Atrocità indicibili commesse contro i rifugiati e i richiedenti asilo nelle strade di Tripoli, perfino su un bambino di un anno".

"Secondo alcuni rapporti affidabili e i rifugiati stessi sembrerebbe che alcuni trafficanti stiano spacciandosi per personale delle Nazioni Unite, incluso l'Unhcr, in diverse località della Libia", afferma l'agenzia. "Questi criminali sono stati avvistati nei punti di sbarco e nei centri di traffico di esseri umani, usando giubbotti e altri oggetti con un logo simile a quello dell'Unhcr". "Le informazioni in possesso dell'Unhcr provengono da rifugiati che riferiscono di essere stati venduti ai trafficanti in Libia e sono stati oggetto di abusi e torture, anche dopo essere stati intercettati in mare" riporta infatti la nota emanata dall'agenzia. Stupri, rapimenti e torture tra queste. Una donna ha dichiarato all'Unhcr che criminali non identificati avrebbero rapito suo marito e che l'avrebbero poi stuprata, per poi torturare e molestare sessualmente suo figlio di un anno.

L'UNHCR ha detto che sta anche chiedendo una forte azione istituzionale in Libia per rintracciare i responsabili dei contrabbandieri e trafficanti di esseri umani.

Ha anche osservato che la situazione dei rifugiati e dei migranti che vivono nelle aree urbane o detenuti a Tripoli si è drasticamente deteriorata nelle ultime settimane a causa di pesanti scontri.

"L'UNHCR chiede con fermezza che siano messe in atto alternative alla detenzione, compreso l'uso immediato del dispositivo di raccolta e partenza a Tripoli, che fungerà da piattaforma per trovare sicurezza nei paesi terzi e che sarà gestita dal Ministero libico dell'Interno e dall'UNHCR".

Quella delle torture ai danni di donne e bambini non è l'unica denuncia che ha fatto l'Alto Commissario Onu per i rifugiati (Unhcr).

Dalla segnalazione dell'agenzia emerge anche un problema di trafficanti di persone, spacciatisi recentemente per membri dell'Onu e dello stesso Unchr. L'Unhcr sostiene che ciò avvenga in diverse parti del Paese nordafricano.