Juventus, Emre Can: "Non siamo donne ma calciatori. Espulsione ingiusta"

Juventus, Emre Can:

All'interno del discorso una considerazione non è passata, e certamente non poteva passare inosservata: "Giochiamo a calcio, non siamo donne". Un cartellino rosso, che, molto probabilmente con l'ausilio del VAR sarebbe stato solamente una semplice ammonizione. Ho appena saputo che è stato sventolato per la tirata di capelli. Così Emre Can, centrocampista tedesco della Juventus, ha commentato l'espulsione del compagno di squadra Cristiano Ronaldo nel dopopartita di Valencia-Juventus, primo impegno dei bianconeri in Champions League.

Complotto che secondo la tesi di Cristiano Ronaldo - riportata da 'Repubblica' - sarebbe iniziato con l'assegnazione del premio come miglior giocatore della scorsa stagione a Luka Modric per continuare proprio con l'espulsione di Valencia. Se espelli per un fallo del genere allora devi farlo per ogni intervento. L'espulsione non c'è al 100%. "Vorrei dichiarare che con le mie parole non avevo alcuna intenzione di discriminare le donne o il calcio femminile in alcun modo". Poi ha aggiunto: "Tutti quelli che mi conoscono sanno quanto rispetto io abbia per le donne e per l'uguaglianza".

IL MATCH WINNER - Anche il match-winner Pjanic ha contestato l'espulsione di Ronaldo: "Non è stato facile andare sul dischetto pensando che la palla sembrava non voler entrare fino a quel momento - ha detto a Uefa.com -". E davanti avevo Neto che giocava con noi e contro cui ho battuto tanti rigori in allenamento. All'intervallo potevamo essere sopra almeno di tre gol. Poi siamo arrivati fino in finale.