Juncker: "Nazionalismo? VelenoPolitica estera, stop unanimità"

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Teniamo bene a mente che il patriottismo del XXI secolo ha due dimensioni, una nazionale e l'altra europea. Così si è aperto il discorso del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker sullo stato dell'Unione alla Plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo.

È il giorno dell'annuale discorso sullo Stato dell'Unione per Jean-Claude Juncker. "L'Europa - ha aggiunto il lussemburghese - deve restare un continente di apertura e tolleranza, non sarà mai una fortezza in un mondo che soffre, non sarà mai un'isola, resterà multilaterale, il pianeta non appartiene a pochi".

"Dobbiamo rafforzare la nostra capacità di esprimerci con una voce sola in politica estera: i tempi sono maturi per consentire di aprire la strada di prendere decisioni a maggioranza qualificata". Juncker ha annunciato che non ha intenzione di correre per il mandato della Commissione dopo il 2019. Nelle prossime elezioni europee, continua, "soprattutto vorrei che dicessimo no al nazionalismo malsano e che dicessimo sì al patriottismo illuminato". "Rispettiamo meglio l'Ue, non sporchiamo la sua immagine, cerchiamo di difenderne l'immagine, diciamo sì al patriottismo, no al nazionalismo esagerato che detesta gli altri e cerca di distruggerli", ha esordito di fronte al parlamento. In primis per quanto riguarda l'immigrazione, una piaga che Juncker intende sanare mediante il "rafforzamento della guardia costiera e di frontiera europea fino a 10mila unità da qui al 2020 ed un'agenzia europea per l'asilo". "Dobbiamo definire in modo definitivo l'adesione dei paesi dei Balcani occidentali altrimenti gli altri si assumeranno compito di dare forma ai nostri vicini", ha aggiunto.