Il Parlamento Europeo contro l’Ungheria

Il Parlamento Europeo contro l’Ungheria

È la prima volta che il Parlamento la adotta: per la sua rarità e per le sanzioni che comporta - fra cui anche la perdita di voto nelle sezioni europee - è chiama anche "l'opzione nucleare".

Il Parlamento europeo ha approvato la relazione Sargentini sullo stato di diritto in Ungheria, dando così l'ok all'applicazione dell'articolo 7 dei Trattati, che nella sua fase più avanzata può condurre a sanzioni contro il Paese.

Il voto, che ha avuto avuto luogo stamani a Strasburgo, è stato sorprendentemente chiaro. Sulla stessa lunghezza d'onda la Lega di Matteo Salvini, alleato di Orban, mentre il Movimento 5 stelle è intenzionato a schierarsi a favore delle sanzioni. Ci vorranno infatti i due terzi dei voti espressi e una maggioranza assoluta dei deputati, almeno 376, astenuti esclusi.

Tutti concordano che il voto avrà per il momento un significato soprattutto simbolico: per far scattare la rimozione del diritto di voto servono diversi passaggi, e soprattutto il voto favorevole degli altri 27 stati. Nella conversazione, il Cav ha annunciato che gli eurodeputati azzurri voteranno contro la richiesta di attivazione dell'articolo 7 del trattato Ue.

Negli ultimi anni il controverso primo ministro ungherese Viktor Orbán, rieletto lo scorso aprile, ha approvato norme che limitano la libertà di stampa, ha avuto posizioni molto discriminatorie verso i musulmani e ha portato avanti una dura campagna contro i migranti, introducendo nelle ultime settimane delle leggi che criminalizzano l'immigrazione clandestina e prevedono il carcere per le persone o le organizzazioni che in qualche modo la favoriscono. Questi sono solo alcuni dei punti sollevati dall'ampio rapporto (distribuito in 12 punti) della deputata verde olandese Judith Sargentini, presentato davanti alla Commissione Affari Interni dell'Europarlamento di Strasburgo: con il voto di pochi minuti fa, nonostante la difesa (quantomeno formale) della sua compagina, il Partito Popolare Europeo, di fatto ora si consegna la decisione ai leader Ue.

"Il premier Viktor Orban sarà franco e diretto sulle accuse del rapporto Sargentini, al Parlamento europeo". E ha chiuso: "Il voto di oggi crea un precedente pericolosissimo".