Fisco, Tesoro: entrate tributarie primi sette mesi +0,6% su base annua

Fisco, Tesoro: entrate tributarie primi sette mesi +0,6% su base annua

Un progresso dello 0,6%: è questo il risultato delle entrate tributarie erariali nel periodo gennaio-luglio 2018, con un risultato a 1.561 milioni di euro. Nella Sintesi del bilancio dello Stato, per gli accertamenti del preconsuntivo del periodo Gennaio-Luglio 2018 sono comprese 4,38 miliardi di euro di proventi dal lotto, 3,49 miliardi da apparecchi e congegni di gioco e ulteriori 175 milioni dai proventi delle attività di gioco. Lo comunica il Mef nel consueto bollettino, dove si legge che le imposte dirette si attestano a 136.381 milioni di euro (+292 milioni di euro, pari a +0,2%) e le imposte indirette risultano pari a 112.636 milioni di euro (+1.269 milioni di euro, pari a +1,1%). Il consuntivo di entrate dalle attività di compliance è riportato fermo ai primi sei mesi del 2018.

L'imposta sulle riserve matematiche rami vita assicurazioni ha registrato un incremento del 7,1% recuperando nel mese di luglio (+707 milioni di euro) il dato negativo del mese di giugno.

Forte crescita per le ritenute Irpef sui lavoratori dipendenti e sui pensionati (+3,3%), ma l'aumento più significativo, anche per effetto della brillante performance dei mercati nel 2017, virene riportato dall'imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+36,5%) e dall'imposta sostitutiva sul valore dell'attivo dei fondi pensione (+39,1%). Il risultato è legato all'andamento del gettito IVA (+1.243 milioni di euro, +1,9%) e, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 829 milioni di euro.

È quanto si legge nel report diffuso oggi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Tra le imposte indirette, mostrano un significativo incremento le entrate dell'imposta di registro (+5,7%, pari a 165 milioni di euro), i versamenti del canone di abbonamento radio e TV (+6,9%, pari a 65 milioni di euro) e dell'imposta di bollo (+11,5%, pari a 466 milioni di euro). Anche se si tratta della prima volta in assoluto che l'Agenzia delle Entrate che utilizza le anomalie riscontrate sulle varie dichiarazioni Iva rispetto ai dati inviati con lo Spesometro del 2016 e del 2017 per incoraggiare i contribuenti morosi ad attivare la procedura del ravvedimento operoso.