Elezioni Svezia: fiori e applausi per la festa amara dei socialdemocratici

Elezioni Svezia: fiori e applausi per la festa amara dei socialdemocratici

E' paradossalmente un partito che si chiama Democratici svedesi, ma della democrazia, a quanto sembra, conosce ben poco, per i suoi giudizi e per il suo marcato "sovranismo", cha appare inquietante per toni e metodi. Il terzo partito più votato sono i populisti del Sd, gli Svedesi democratici di Jimmie Akesson, scelti dal 17,6% degli elettori.

"Non siamo ancora fuori dai guai e non è in alcun modo garantito che questo parlamento 'appeso' possa portare a un risultato favorevole per la politica svedese e per la Corona", ha chiosato Evangelista. Anche nella prospettiva delle elezioni del Parlamento europeo del prossimo maggio, Göran von Sydow sottolinea che "le forze politiche che sono contro l'Ue e contro le migrazioni cercano di mobilitare il conflitto" e "di trovare le forme per istituzionalizzare una cooperazione, cosa che è sempre stata molto debole" tra i partiti a destra dello spettro elettorale. Finora nessun partito si è detto disposto a collaborare con l'estrema destra.

A vincere con il 40,6% è stata la coalizione di centro-sinistra composta dai Socialdemocratici, dai Verdi e dalla Sinistra, mentre quello di centro-destra (nota come Alleanza) è indietro solo di 0,3 punti percentuali (40,3%).

In brutale sintesi, si può dire che la destra, da nord a sud dell'Europa, sta avanzando, ma in certi posti non sfonda. La Svezia, che ha il 18,5% di abitanti nati all'estero, ha registrato 400mila richieste di asilo dal 2012, un flusso che ha fortemente saturato i suoi centri di accoglienza per i rifugiati, servizi sociali e alloggi. Due mesi dopo, aveva annunciato un giro di vite e il ripristino dei controlli alle frontiere. Le limitazioni degli anni successivi non hanno evidentemente saputo arginare un sentimento diffuso di crescente esasperazione. Le elezioni di ieri hanno confermato quello che accade da moltissimi anni ininterrottamente. Il futuro governo dovrà in ogni caso metter mano alle riforme che il Paese si aspetta: dalla modernizzazione del sistema sanitario nazionale alle politiche sulla casa. Un Paese reso inquieto proprio da quest'ultimo tema, nonostante una crescita economica stabile e un tasso di disoccupazione sotto al 6%.